giovedì 26 ottobre 2017

Inseguendo un'ombra di Andrea Camilleri

Un uomo, tre persone, tre vite diverse: è la storia che Andrea Camilleri ci racconta in questo romanzo. Da un catalogo degli anni ’70, l'autore prende ispirazione per narrare di una figura poliedrica, che ha vissuto addirittura tre vite. La prima, come ebreo erudito, commerciante, siciliano di Agrigento, che affronta le difficoltà e le persecuzioni della sua epoca. La seconda vita è quella di prelato romano, intellettuale, brillante, vicino alla curia vaticana, ma che anche dalla Città eterna è costretto a scappare. La terza, come maestro di cabala di Pico della Mirandola, peregrinando tra Urbino, Firenze e Perugia. È una storia avvincente, che ci mostra un uomo pirandelliano, profondamente figlio della sua terra e della sua epoca. Inseguendo un’ombra, il libro è da leggere tutto d’un fiato. Grazie all’abile penna di Camilleri, abbiamo la possibilità di riflettere sul significato delle molteplici metamorfosi che avvengono nella vita di un uomo.

Giudizio: imperdibile

Se fosse cibo:
Un panino ca meuza, tipico palermitano fatto con le frattaglie, la paga per i macellai ebrei

Racchiuso in una frase:
In Germania avrebbe potuto continuare a vivere a proprio agio, ricevendo onori e riconoscimenti per la sua enorme cultura. E invece l'irrequietezza, la voluttà del rischio, la voglia incontenibile d'indossare un'altra maschera, di operare un'altra metamorfosi, lo spingono fatalmente a ripassare le Alpi. (p. 155)

Edizione utilizzata
Andrea CAMILLERI, Inseguendo un'ombra, Sellerio, Palermo 2014

Dove trovare il libro:
E’ facilmente reperibile sui maggiori e-commerce italiani (mondadoristore.it, amazon.it, ibs.it) e nelle bancarelle online dell’usato (www.comprovendolibri.it, www.abebooks.it)

martedì 24 ottobre 2017

L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks

L’uscita di Prisoner 709, il nuovo album di Caparezza, ha scatenato, come ad ogni nuovo disco dell’artista pugliese, una ricerca quasi maniacale di tutti i particolari, anche minimi, nascosti nei testi e nei nuovi video. Nel video del brano di presentazione, il cantante di Molfetta, imprigionato in una cella, legge il libro “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” di Oliver Sacks. Si tratta di un’opera particolare, un libro medico, scritto da un neurologo, che parla di alcuni casi neurologici da lui affrontati. Il lettore potrebbe dedurre da questa descrizione che ci troviamo di fronte a un’opera di una noia estrema. Invece Sacks trasforma queste storie in racconti, in persone, identificando i pazienti con le loro abilità e non con le loro malattie. Un libro appassionante, che ci racconta di come un medico possa mettere dell’amore nella propria professione. Un testo per tutti. Mi ha colpito molto una domanda che spesso il Sacks/medico si pone rispetto al paziente: “Ha un’anima? E dov’è?”. Trovare l’anima è forse più importante che guarire.

Giudizio:imperdibile


Se fosse cibo:
Un piatto di un ricettario scritto da Luca Padua, un neurologo: polpette al burro e noce moscata.

Racchiuso in una frase:
Veniva istintivo parlare di lui come di una vittima spirituale, di un'”anima perduta”: era possibile che fosse stato realmente “de-animato” da una malattia? “Pensate che ce l’abbia un’anima?” chiesi una volta alle infermiere. La domanda le indignò, ma ne capirono la ragione. “Osservi Jamie nella cappella” dissero “e giudichi lei stesso”. Lo feci, e fui commosso, profondamente commosso e colpito, perché vidi un’attenzione, una concentrazione così intense e salde come mai avevo visto prima in lui e nelle quali non lo ritenevo capace. (p. 57)

Edizione Utilizzata:
Oliver SACKS, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Adelphi, Milano 2001

Dove trovare il libro:
E’ facilmente reperibile sui maggiori e-commerce italiani (mondadoristore.it, amazon.it, ibs.it) e nelle bancarelle online dell’usato (www.comprovendolibri.it, www.abebooks.it)

(articolo pubblicato su ilmegafono.eu)

lunedì 16 ottobre 2017

Mary e il gigante di Philip K. Dick

Leggere un libro di Philip K. Dick significa ogni volta catapultarsi in un mondo fatto di cose incredibili, colpi di scena, episodi tanto assurdi quanto vicini e profondamente immersi nell'animo umano. Mary e il gigante non è nulla di tutto ciò. La storia di Mary è ambientata in una cittadina californiana negli anni '50, vicina a una grande e attivissima città come San Francisco. Una cittadina dove tutto è sempre uguale e si ripete nella stessa maniera. Mary e il gigante è la storia della quotidianità dell'America dell'epoca e di quella della vita di una giovane donna: violenza in casa, razzismi vari, limitata capacità di viaggiare e di conoscere il mondo. Mary è incostante, in ricerca, commette errori su errori alla scoperta di se stessa. Scappa appena la situazione si fa difficile, eppure ritrova sempre una nuova relazione pericolosa. È un libro sulla normalità, come non ci si aspetta da Dick, che nella quotidianità trova il suo compimento. Il finale mi ha colpito molto: è nella scelta della vita che si trova la realizzazione. Un Dick insolito, ma che non delude.

Giudizio: imperdibile

Se fosse cibo:
Una bella colazione all'americana con bacon, uova e vagonate di caffé.

Racchiuso in una frase:

Che ragazza strana. Erano tutte così adesso? Una generazione di giovani insolitamente maturi, in qualche modo più adulti di quanto lui trovasse ragionevole. Schietti, senza pietà, non riuscivano a rispettare niente e nessuno... in cerca di un qualcosa di abbastanza reale in cui credere: in cerca di qualcosa degno del loro rispetto. E, si rese conto, non li si poteva ingannare. Riuscivano a vedere attraverso la finzione. (p. 128)

Edizione utilizzata
Philip K. DICK, Mary e il gigante, Fanucci, Roma 2012

Dove trovare il libro:
E’ facilmente reperibile sui maggiori e-commerce italiani (mondadoristore.it, amazon.it, ibs.it) e nelle bancarelle online dell’usato (www.comprovendolibri.it, www.abebooks.it)

venerdì 13 ottobre 2017

Ogni maledetto lunedì su due di Zerocalcare

La vita quotidiana di un ventottenne del 2013 è fatta di ricordi, nostalgie, precarietà lavorative e sogni di gloria che spesso vengono delusi l, ma che a volte, come del caso del protagonista, si avverano. "Ogni maledetto lunedì su due" è la storia di Michele Rech alias Zerocalcare e del suo barcamenarsi nella vita di tutti i giorni. Il libro è una raccolta delle tavole pubblicate settimana dopo settimana sul suo blog, raccordate in una trama centrale che ha come protagonisti alcuni naufraghi che si aggrappano a delle zattere di fortuna dopo un naufragio. I racconti della vita di Zerocalcare sono divertenti, ci aiutano a riflettere sui conflitti generazionali tra i trentenni e gli altri. L'intreccio è fatto di persone perché alla fine, nel naufragio, sono le relazioni che contano, che ci fanno sentire vivi, che rendono possibili i nostri sogni. Un diario grafico da gustare, per ridere e per riflettere.

Giudizio: imperdibile

Se fosse un piatto:
Un kebab comprato al kebabbaro sotto casa perché tornando a casa dopo giorni il frigo è vuoto (e un magico elfo non l'ha riempito)

Racchiuso in una frase:

Per anni, la cosa che più mi ha imbarazzato sono state le pantomime in famiglia. DRIIIN "Sbrigati! Ha citofonato tua madre! Si va in scena! Mica vorrai farti vedere co' sta faccia? Quella se spaventa. Eddai su." "Calcare come va? Hai mangiato ammamma?" "Oh ciao madre. Va tutto bene. Circa. Dai. Comunque ho mangiato si." "Come va il lavoro? Hai trovato qualcosa?" "Ssssì... Sto facendo un po' di cose... Mò vediamo come vanno... Non mi pagano ma dice che mi serve per far girare il nome..." "Ma sicuro che hai mangiato?" Ovviamente era tutta una recita dichiarata. Tipo che sentivi le risate di sottofondo come ai Robinson. "Comunque io ci provo" "Ma certo vedrai che tra un po' le cose entreranno a regime." "Sì, sì, infatti." "Ora è la gavetta. Sono contenta. Vuoi che ti faccio da mangiare? Secondo me sei pigro e non ti sei cucinato." Poi ti ci abitui, come ti abitui a quelle cazzo di risate pure quando non fa ridere nulla. AHAHAHAHAH "Ah ma', eccheccazzo ho mangiato al kebabbaro!" "Oh uno non ti può dire nulla che scatti subito... Dimmi te di che si può parlare..." (p. 116)

Edizione utilizzata:
ZEROCALCARE, Ogni maledetto lunedì su due, BAO, Milano 2013

Dove si può trovare questo libro:
In tutte le librerie e online sui principali siti dove si possono acquistare libri (mondadoristore.it, ibs.it, amazon.it) e nelle bancarelle online dell’usato (www.comprovendolibri.it, www.abebooks.it)

martedì 10 ottobre 2017

L'amicizia di Cicerone

Uno dei sentimenti più naturali e diffusi tra gli uomini e le donne è l'amicizia: preziosa, lodata, amata, è alla base di ogni rapporto umano. Così il più famoso oratore latino, Marco Tullio Cicerone, vi ha dedicato una dissertazione per analizzare a fondo il più nobile e il più puro tra i sentimenti umani, insieme all'amore. Scritto nel 44 a.C., subito dopo le Idi di marzo (episodio che determinerà anche la morte dello stesso Cicerone), L'amicizia ci parla non solo del sentimento in sé ma anche di anima, di sapienza, di immortalità, di bene. Tutto concorre all'amicizia ed essa è il sentimento supremo, che deve essere anteposto ad ogni cosa. Può suscitare benevolenza la semplicità delle riflessioni dell'Arpinate, ma al tempo stesso sorprende l'attualità dei temi affrontati, che sono al cuore dell'amicizia, anche per gli uomini del ventunesimo secolo. Un trattato da leggere e meditare, perché la sapienza degli antichi è sempre attuale.

Giudizio: imperdibile

Se fosse cibo:
con gli amici bere uno spritz gustando arachidi e patatine: cosa c'è di meglio?

Racchiuso in una frase:

tutte le altre cose che si desiderano servono ciascuna per ciascun fine determinato: le ricchezze, per procacciarsi ciò che occorre; la potenza, per ottenere il rispetto; le cariche pubbliche, per avere lodi e omaggi, i piaceri, per provare la gioia di vivere; la salute, per non sentir dolore e avere la piena disponibilità delle forze fisiche. L'amicizia, invece, tiene in sé uniti moltissimi beni: dovunque tu vada, la trovi; da nessun luogo è esclusa, non è mai intempestiva, non è mai molesta; sicché non dell'acqua, non del fuoco ci serviamo, come si dice, in più occasioni che dell'amicizia. (p. 31)

Edizione utilizzata:
CICERONE, L'amicizia, Rizzoli (Edizione speciale per Corriere della Sera), Milano 2012.

Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile sui maggiori e-commerce italiani (mondadoristore.it, amazon.it, ibs.it) nelle bancarelle online dell'usato (www.comprovendolibri.it, www.abebooks.it)

Esercizi di memoria di Andrea Camilleri

Ci sono delle vite così straordinarie da sembrare una fiction. È il caso, a mio avviso, dell'esperienza umana di Andrea Camilleri, regista, sceneggiatore, scrittore, che ritengo verrà ricordato in futuro come uno dei grandi di fine '900. Quest'opera è il seguito ideale di un altro libro intervista, I racconti di Nenè, anche se lo stile e gli obiettivi sono completamente differenti. Ormai cieco, Camilleri trova nel racconto orale la sua forza narrativa e nella trascrizione la sua espressione. Le 23 storie autobiografiche spaziano dalle ceneri di Pirandello a un sodalizio con Eduardo, fino a una repulsione per la montagna, quasi a voler svelare la sua gioventù disegnando un "Camilleri prima di Camilleri". Nemesi della sua cecità è il fatto che alcuni famosi disegnatori italiani hanno voluto omaggiare lo scrittore di Porto Empedocle con disegni ispirati ai suoi racconti. Una vita straordinaria la sua, che vale la pena di leggere.

Giudizio: imperdibile

Se fosse cibo:
Un bel cornetto inzuppato nella granita al mattino: semplice, gustoso, che risveglia i sensi!

Racchiuso in una frase:

[...] Eduardo, non era scappato via [dall'incendio divampato nello] studio come tutti gli altri, se ne stava a capo chino, tristissimo, con le mani incrociate dietro la schiena, mi vide e mi disse: "Eh, caro Camilleri, la televisione è in mano ai preti e ai piemontesi" "Perché?" gli domandai. "Perché i preti stanno dappertutto e i piemontesi sono quelli che non distinguono una fontana da un tric e trac!" E si allontanò lentamente perdendosi nel fumo. (p. 106)

Edizione utilizzata
Andrea CAMILLERI, Esercizi di memoria, Rizzoli, Milano 2017

Dove trovare il libro:
E’ facilmente reperibile sui maggiori e-commerce italiani (mondadoristore.it, amazon.it, ibs.it).

domenica 8 ottobre 2017

Cronache di Gerusalemme di Guy Delisle

La cronaca internazionale di questi giorni torna a parlarci di violenza nei Territori Occupati della Cisgiordania e del conflitto israelo/palestinese, tema quanto mai complesso. Ho vissuto per due anni a Gerusalemme e conosco le dinamiche di quella terra abbastanza bene da poter dire che i media oggi diffondono una percezione distorta della realtà per quanto riguarda Israele e Palestina. Ho pensato perciò di proporvi questa settimana un libro di Guy Delisle, disegnatore canadese, che si trova tutt'ad un tratto catapultato nella realtà di cui stiamo parlando e decide di raccontarla con la modalità che gli riesce meglio: il disegno. Il risultato di questa ispirazione è la graphic novel "Cronache di Gerusalemme". Dai racconti traspare la vita quotidiana di uno straniero in Israele e Palestina, con i muri, i check point, i controlli... ma anche la bellezza di una terra unica nel suo genere dove, nonostante tutto, vi sono migliaia di persone che quotidianamente praticano il dialogo e cercano di vivere in pace. L'autore a volte risulta impreciso, soprattutto quando affronta il tema religioso e, in particolare, quando parla dei cristiani di Gersusalemme. D'altro canto, la spiegazione che ci offre degli insediamenti è tra le migliori che abbia mai trovato. A nove anni dall'arrivo di Delisle a Gerusalemme, le cose non sono cambiate di molto...

Giudizio: imperdibile

Se fosse cibo:
Musakahn: pollo condito e servito su una specie di pizza/piadina. Da leccarsi i baffi!

Racchiuso in una frase:
Stamattina siamo in viaggio verso l'Università di Al-Quds. Prima della costruzione del muro, ci avremmo messo un quarto d'ora ad arrivarci. Ora bisogna fare un giro enorme, visto che l'edificio si trova dall'altra parte. Quindi, fatto assurdo, l'Università di Gerusalemme non è più direttamente collegata a Gerusalemme (p. 256)

Edizione Utilizzata:
Guy DELISLE, Cronache di Gerusalemme, Rizzoli Lizard, Milano 2012

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E' facilmente reperibile sui maggiori e-commerce italiani (mondadoristore.itamazon.itibs.it) e nelle bancarelle online dell'usato (www.comprovendolibri.itwww.abebooks.it)

(articolo pubblicato su ilmegafono.eu)

K.O. a Tel Aviv Vol. 1 di Asaf Hanuka

La vita quotidiana di un padre (e un marito) è costellata di gioie e dolori, difficoltà e preoccupazioni: potrebbe essere paragonata a un ring, dove il babbo/boxeur lotta per la sopravvivenza. Asaf Hanuka, disegnatore israeliano, in K.O. a Tel Aviv ci racconta la sua vita settimanale, tra riflessioni sul rapporto padre/figlio, sul rapporto di coppia e sulla sua storia di figlio e fratello. Un racconto a volte ironico, a volte sarcastico, a tratti anche noir. Sullo sfondo c'è la città di Tel Aviv, con le sue luci, ma anche con le contraddizioni che la società israeliana porta con sé. La religiosità, le proteste di piazza per gli affitti troppo cari, la durezza dei soldati si leggono in controluce nella trama di questa graphic novel. Il tratto di Hanuka è a tratti semplicististico e a tratti sublime. Anche se le sue tavole non sono mai banali, a volte c'è bisogno di un momento di riflessione per poterle comprendere. Sicuramente, è uno degli autori/disegnatori più interessanti nel panorama fumettistico contemporaneo.

Giudizio: imperdibile

Se fosse cibo:
Visto il nome dell'autore, che è il nome di una festività ebraica, un dolce tipico di questa festività: i sufganiot! (bomboloni fritti ripieni di crema o cioccolato e ricoperti di glassa dai vari saporti)

Racchiuso in una frase:
la forza del disegno in Hanuka è potente per cui invece di una frase inserirò una vignetta. Tutti i diritti sono di Asaf Hanuka (http://www.asafhanuka.com/the-realist/)


Edizione utilizzata
Asaf HANUKA, K.O. a Tel Aviv Vol. 1, Bao, Milano 2015

Dove trovare il libro:
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sabato 7 ottobre 2017

Sant'Agostino a Pavia di Antonello Sacchi

Può il viaggio delle spoglie di un santo dall'Africa a Pavia essere così interessante da appassionare e diventare il soggetto di un libro? Antonello Sacchi riesce in questa impresa raccontandoci il viaggio di sant'Agostino da Ippona a Pavia, passando dalla Sardegna. Il santo Vescovo in vita era stato a Milano, convertito grazie alla predicazione di un altro grande santo, Ambrogio. Dopo la sua morte, ottenerne le spoglie diventa l'obiettivo del re longobardo Liutprando, che vuole portarle nella propria capitale, Pavia. Il corpo del santo, pur riposando a Pavia nella chiesa di San Pietro in Ciel d'Oro, non ha avuto pace per secoli tra contese, memorie perdute e reliquie ritrovate. Il libro è diviso sostanzialmente in quattro parti: la vita di sant'Agostino, la storia delle sue reliquie, la storia di altri personaggi importanti sepolti a San Pietro in Ciel d'Oro e interviste a vari personaggi, religiosi e non, sulla figura di sant'Agostino. Il santo di Ippona diventa un amico per il lettore e questo rende il libro di Sacchi una lettura davvero piacevole. Consigliato anche a chi, come me, non è mai stato a Pavia: ti fa venire voglia di andarci!

Giudizio: consigliato

Se fosse cibo:
Un bel bicchiere di vino pavese, da gustare dopo la visita della Basilica

Racchiuso in una frase:

Agostino: per gli uomini e le donne dei secoli a venire egli sarà Aurelio Agostino, il retore Agostino, il convertito Agostino, il vescovo Agostino, Sant'Agostino, il filosofo Agostino, lo scienziato Agostino, il doctor gatiae Agostino, lo psicologo Agostino, il teologo Agostino. Per i lettori di questo libro, sarà semplicemente Agostino, compagno di strada di ogni uomo che indaga la Verità. (p. 4)

Edizione utilizzata
Antonello SACCHI, Sant'Agostino a Pavia. Le reliquie ritrovate, il pellegrinaggio, Ancora, Milano 2012

Dove trovare il libro:
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martedì 3 ottobre 2017

E Jones creò il mondo di Philip K. Dick

In un universo parallelo, in un mondo post apocalittico, un ragazzo che viene dalla campagna subisce una mutazione genetica che gli dà la possibilità di vedere il futuro, ciò che succederà nel mondo nell'anno successivo. Un agente della polizia segreta del Governo mondiale lo incontra per caso in una fiera di paese, trattato come un fenomeno da baraccone. È questo l'incipit di "E Jones creò il mondo", uno dei primi romanzi pubblicati da Philip K. Dick. In questo mondo parallelo, il Governo mondiale impone una cultura fortemente relativistica che dovrebbe accontentare tutti ma che di fatto azzera le emozioni. Sfruttando uno strano fenomeno spaziale e le possibilità date dal suo potere, Jones ridarà vitalità a questa società; ma quale sarà il prezzo da pagare? La scrittura di Dick è ancora acerba e spesso vi sono dei salti temporali che lasciano dei buchi nella trama. Ciò non toglie che resta un libro molto interessante e appassionante, anche se a volte claustrofobico e inquietante. Per chi ama il genere, non resta che leggerlo!

Giudizio: imperdibile

Se fosse cibo:
Un risotto al nero di seppia: buono, come la fattura di questo libro, anche se un po' dark

Racchiuso in una frase:

"Via, tra le stelle. A bordo di panciute navi da guerra. Sulle tracce dei bastardi, sterminandone la razza. E allora? E poi? Il nemico è annientato; una razza di amebe giganti è stata soppressa. Che cosa c'è di male? Sto solo cercando di vedere le possibilità che questo comporterebbe. Saremo usciti dal sistema. Mentre adesso, senza lo sprone, l'odio, il senso della battaglia e del nemico, ci limitiamo a stare seduti" "Stai parlando come Jones" riflette Cussick "Ci puoi scommettere" "Vuoi che ti mostri dov'è l'errore? La guerra non è il vero pericolo; il vero pericolo è l'atteggiamento che rende la guerra possibile. Per combattere dobbiamo credere di essere noi nel giusto, mentre loro sono in torto. Il bianco contro il nero, il bene contro il male. Gli erranti non c'entrano; sono solo un mezzo" (p. 98)

Edizione utilizzata
Philip K. DICK, E Jones creò il mondo, Fanucci, Roma 2012

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La piramide di fango di Andrea Camilleri

La pioggia battente, l'età che avanza, le riflessioni su una vita amorosa che imbocca una strada difficile e complicata e, come sempre, un omicidio: così prende corpo "La piramide di fango", romanzo della serie di Montalbano scritto nel 2014 dall'insuperabile (certamente nella prolificità) Andrea Camilleri. A differenza di altre storie con il commissario di Vigàta, La piramide di fango si sviluppa con un ritmo molto lento, che segue la stanchezza e le difficoltà che l'uomo/Montalbano vive nella sua vita quotidiana. Aiutato dagli onnipresenti Fazio e Augello (con lo zampino dell'immancabile Catarella), il commissario si barcamenerà tra intrighi, cantieri e la cupola o, meglio, la piramide. Un romanzo tendente al noir, che ci offre un Camilleri in splendida forma. Amo profondamente Montalbano, come potrei non consigliarlo?

Giudizio: imperdibile

Se fosse cibo:
Polipetti ripieni con uovo e pangrattato: gustosi fuori con un cuore che esalta il sapore marino

Racchiuso in una frase:

Il commissario dedicò l'urtima mezz'ora d'ufficio alla firma delle carti che gli era stato ditto che erano le cchiù urgenti. 'Na vota aviva voluto fari un esperimento. Aviva pigliato un foglio 'n cima al quali c'era un timbro con la scritta "urgentissimo rispondere immediatamente" e l'aviva 'nfilato dintra a un cascione. Erano passati misi e misi e nisciuno s'era addunato che non aviva mai arrispunnuto.  (p. 79)

Edizione utilizzata
Andrea CAMILLERI, La piramide di fango, Sellerio, Palermo 2014

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lunedì 2 ottobre 2017

Scuola di fantasia di Gianni Rodari

La letteratura italiana per ragazzi ha come suo autore primigenio il Collodi; lo scrittore che però più di tutti ha sviluppato un filone indipendente di letteratura per giovanissimi è Gianni Rodari. Potremmo definirlo un educatore prestato al giornalismo prestato alla scrittura. In Scuola di fantasia, composto da vari saggi su educazione e scrittura per ragazzi pubblicati negli anni Sessanta e Settanta, Rodari affronta i temi della formazione, della scuola e della letteratura per ragazzi con una visione olistica che vede in una piena espressione dei giovani il preludio di una società fatta da adulti sensibili alla cultura. Testi scritti quasi 50 anni fa, ma che sono in larga parte ancora attuali. Consigliatissimo agli educatori, consigliato, anche se può risultare a tratti un po’ ostico, per tutti i genitori con figli piccoli.

Giudizio: consigliato

Se fosse cibo:
Cosa è più apprezzata dai piccoli di una torta al cioccolato?

Racchiuso in una frase:

[…] sono importanti sempre le riflessioni che nascono dall’osservazione diretta dei bambini […] Mi succede a volte nei tram di Roma. Salgo, vedo tutta la gente cipigliosa, ingrugnata, che pensa alle sue preoccupazioni, alle malattie, al terrorismo, a tutti i motivi che abbiamo per essere pessimisti e preoccupati. A un tratto sale un bambino di due-tre anni con la nonna e lo sentiamo chiecchierare ad alta voce, esclama, addita fuori dal finestrino qualcosa che gli piace, anche la più banale (un’automobile) e la gente comincia a voltarsi, a guardarsi, comincia un po’ a sorridere. Non dico che abbiano dimenticato le loro preoccupazioni, però si è rivelata nella voce di quel bambino qualche cosa che forse potremmo chiamare l’ottimismo della specie (pp. 76)

Edizione utilizzata
Gianni RODARI, Scuola di fantasia, Einaudi, Torino 2014

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(articolo pubblicato su ilmegafono.eu)