mercoledì 28 dicembre 2022

Racconti della prima fantascienza di Herbert George Wells (1895)

Herbert Wells è uno scrittore britannico del 19° secolo, conosciuto dal grande pubblico per "La guerra dei mondi", uno dei primi romanzi di fantascienza. Darwiniano convinto, Wells vive in un'epoca nella quale la scoperta scientifica e l'evoluzione tecnica sembrano inarrestabili, un traino per il futuro dell'umanità. L'autore però non si limita all'entusiamo e all'esaltazione della tecnica ma inizia una riflessione politico-sociale sulle conseguenze che essa può portare. Ne "I racconti della prima fantascienza" la casa editrice Alter Ego di Viterbo raccoglie tre racconti diversi tra loro ma significativi che danno un'idea della creatività di Wells. Il primo, "Il bacillo rubato", accenna al tema della guerra batteriologica; nel secondo, "Il sorprendente caso della vista di Davidson", il romanziere londinese gioca con i 5 sensi; ne "Il tesoro della foresta", infine, vi sono elementi di avventura e antropologia. La raccolta è un piccolo gioiello per scoprire (o riscoprire) uno scrittore davvero interessante. Innovativo!

Se fosse cibo:
Mini muffin salati: gustosi, ti fanno venire voglia di gustare il piatto principale!

Racchiuso in una frase:
Minnie, sentendo la porta sbattere violentemente, corse allarmata alla finestra. In strada un uomo snello stava salendo su una carrozza. Il batteriologo, senza cappello e in pantofole, correva e gesticolava selvaggiamente in quella direzione. Gli si sfilò una pantofola, ma non per questo si fermò. "È impazzito!" Esclamò Minnie. "È colpa di quella sua orribile scienza" e aprendo la finesta fece per chiamarlo. L'uomo snello, guardandosi d'un tratto intorno, parva colpito dalla stessa idea: disturbo mentale. (p. 19)

Edizione utilizzata:
Herbert George WELLS, Racconti della prima fantascienza, Alter Ego, Viterbo 2021.

Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile, in formato cartaceo, nelle maggiori librerie online (ibs.itunilibro.itamazon.it)

sabato 24 dicembre 2022

I fuochi del Basento di Raffaele Nigro (1987)

Due generazioni, tre uomini: un padre "rivoluzionario", un figlio "filo governativo" e un altro figlio più "pacifista-cooperante". Sembra una storia di oggi e invece è la trama di un romanzo scritto nel 1987 e ambientato nel 1800. "I fuochi del Basento", primo romanzo di Raffaele Nigro, è il racconto di una terra, quella tra la Lucania e la Capitanata, spesso descritta come passiva e perdente, ma che dimostra di covare sotto la cenere il fuoco della giustizia e della libertà. Francesco, contadino, sembra destinato a una vita di soprusi e ingiustizie: decide di ribellarsi trovando nel brigantaggio la sua forma di lotta per la libertà. Carlantonio, primogenito di Francesco, vuole difendere la giustizia servendo lo Stato, unico baluardo contro il disordine e la guerra. Raffaele Arcangelo, fratello di Carlantonio, stanco di morti e distruzione, cerca di costruire la pace tra fede e carità. Nel mezzo ci sono storie, volti, territori, in un mix tra documentazione storica, atropologia e leggende. Un libro da (ri)leggere, un racconto da tramandare alle nuove generazioni. Classico!

Se fosse cibo:
Un pezzo di caciocavallo podolico, accompagnato da pane di grano duro: piatto semplice e verace.
 
Racchiuso in una frase:
Una volta, a San Nicola, scavando per piantare un cotogno, aveva rinvenuto una lastra di creta, e sotto la lastra uno scheletro, dei vasetti, delle armi consumate. Si era opposto a tata Pasquale che alzava la vanga per spaccare e seppellire perché i corredi dei morti non devono tornare tra i vivi: lui aveva estratto, invece, il vasellame con curiosità e prudenza. "Anticamente" l'aveva informato suo padre, "la gente viveva tanto a lungo che si stancava e decideva di farsi infossare con pane e acqua e poi si lasciava morire lentamente" (p. 46)

Edizione utilizzata:
Raffaele NIGRO, I fuochi del Basento, Bruno Mondadori, Torino 1989.

Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile in formato cartaceo, sia nuovo che usato, nelle maggiori librerie fisiche e online (ibs.ithoepli.itlibreriauniversitaria.it)

sabato 17 dicembre 2022

Riportando tutto a casa di Silvia Sanchini (2022)

Si dice che il libro non si giudica dalla copertina ma a volte una copertina può aiutare a comprenderne il contenuto. Riportando tutto a casa è un viaggio che l'educatrice riminese Silvia Sanchini fa fare al lettore. Il titolo, riferimento alla canzone di Cisco, ci indica il viaggio che la nostra Hemingway farà fare al lettore, in un incontro di realtà varie, diverse, di persone che vivono o hanno vissuto situazioni di difficoltà, a volte di limite, ma che grazie alla propria resilienza e all'aiuto degli altri sono riusciti a trovare la propria dimensione. Sopra il titolo vi è un'immagine con vari fili colorati che insieme formano sagome di case, segno delle tante persone che, diverse per nazionalità, lingua, religione e genere, in questo libro trovano spazio tracciando un racconto che fa sentire il lettore vicino ad ogni testimonianza, riportandolo a casa. Quindi in questo caso il libro si può giudicare dalla copertina? NO! È questo e molto di più e sta al lettore entrare in questa casa dove Silvia ci apre la porta, una casa che apre i cuori. Intenso!

Se fosse cibo:
A casa, con gli amici, durante le feste... direi decisamente cappelletti in brodo!

Racchiuso in una frase:
L'educazione ha molto in comune con il Venerdì Santo, il giorno che per i cristiani coincide con la morte di Cristo sulla croce. Ha a che fare con l'esperienza della solitudine, della vulnerabilità, della finitezza. Chi educa incontra persone spesso schiacciate dal peso delle loro croci ed è chiamato, non senza rischi, a farsi carico di parte di quel peso. Non esistono ricette. L'educazione è allora un lento incedere di passi fatti insieme, l'uno accanto all'altro. (p. 37)

Edizione utilizzata:
S. SANCHINI, Riportando tutto a casa. Viaggi, storie, incontri nel mondo dell'educazione e del sociale, Bookabook, Milano 2022.

Dove trovare il libro:
È reperibile in formato cartaceo in tutte le librerie fisiche e, anche in formato elettronico, nelle maggiori librerie online (ibs.it, mondadoristore.it, bookdealer.it)

sabato 10 dicembre 2022

Lo strano caso del contratto del manzo in scatola di Mark Twain (1860)

Mark Twain, oltre ad esser stato un grande giornalista e un superbo narratore delle vicende americane dal punto di vista del popolo, è anche un grande scrittore comico e nella sua carriera ha prodotto numerosi racconti umoristici. "Il caso del contratto del manzo in scatola" è un pamphlet che raccoglie quattro storie assolutamente illogiche e indubbiamente divertenti. Nella prima, il protagonista si trova a rincorrere lo Stato per vedersi pagato un credito ereditato; nella seconda, il segretario di un Senatore travisa le sue direttive inviando a suo nome lettere equivoche; nel terzo racconto, l'autore si trova ad essere redattore temporaneo di un giornale agrario senza capirne di agricoltura; nel quarto, Twain ottiene un piccolo ruolo nel governo atteggiandosi al "Non sa chi sono io!". Un testo piacevole, ricco di spunti (non solo comici), che doneranno al lettore qualche sorriso. Breve ma intenso!


Se fosse cibo:
Quasi scontato: manzo in scatola con contorno di pomodorini!

Racchiuso in una frase:
Non farò mai più da segretario privato a un senatore. Non si riesce a contentare certe persone. Non capiscono niente. Non sono capaci di apprezzare gli sforzi della gente. (p. 24)

Edizione utilizzata:
Mark TWAIN, Il caso del contratto del manzo in scatola, Elliot, Roma 2016.

Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile, in formato cartaceo e in formato elettronico, nelle maggiori librerie online (ibs.itmondadoristore.itunilibro.it)


venerdì 2 dicembre 2022

L'albero di Giuda di Archibald Joseph Cronin (1961)

Quando ho visto il film "La ricerca della felicità" di Gabriele Muccino, mi sono domandato: perché (spoiler) riporre la propria felicità nel raggiungimento della ricchezza, nel denaro? Questo tema è centrale anche nel romanzo L'albero di Giuda di Cronin. Un brillante giovane, grazie a grandi sacrifici, è in procinto di laurearsi in medicina, nonostante le sue umili origini. Si innamora ma per necessità, prima di sposarsi, sceglie di partire per un viaggio. Le vicissitudini lo porranno di fronte a un dilemma: meglio l'amore in (relativa) povertà o la ricchezza? Tra affetti passati, ricchezze e sentimenti mai goduti, Cronin non offre risposte ma mostra come le vite umane non siano mosse tanto da ideali più o meno romantici e come le scelte contingenti possano condurre in direzioni inimmaginabili. Un racconto crudo, con un continuo fondo di malinconia, scritto molto bene. Siete un po' Grinch? Questo romanzo fa per voi!

Se fosse cibo:
In onore delle origini scozzesi di Cronin, consiglierei le Aberdeen rowies: sfogliatine fatte con strutto e burro, ricoperte di marmellata di arancia amara. 

Racchiuso in una frase:
"Fermati, Kathy..."
Ma la ragazza si era già lanciata attraverso il terrazzo, verso il viale che scendeva in paese. Corse, corse al buio, lungo la ripida discesa, senza badare ai gradini, cadendo sulle ginocchia nella sua fretta disperata, rialzandosi, affondando nell'ombra minacciosa, ansiosa soltanto di trovare scampo nella fuga. Le macchie cupe dei cespugli la frustavano come cose vive, l'offendevano con la malizia di esseri umani. Instupidita dal dolore, non ritrovava più se stessa, non aveva più coscienza di vivere, le pareva di muoversi in un sogno tragico e confuso. Nel mondo buio nel quale correva a precipizio, tutto svaniva intorno a lei, tranne il dolore. Non c'era più niente. Era perduta. (p. 418)

Edizione utilizzata:
A.J. CRONIN, L'albero di Giuda, Bompiani, Milano 1962.

Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile, usato in formato cartaceo e in formato elettronico, nelle maggiori librerie online (ibs.itmondadoristore.itunilibro.it)