sabato 26 marzo 2022

Lettere contro la guerra di Tiziano Terzani (2002)

11 settembre 2001: due aerei di linea si schiantano contro le Torri Gemelle di New York dando vita a uno tsunami che rivoluzionerà la storia dei primi decenni del XXI secolo. Tiziano Terzani è uno degli osservatori più acuti e interessanti dell'epoca e, pochi mesi dopo questo tragico evento, pubblica un epistolario destinato a diventare un punto di riferimento sul tema: "Lettere contro la guerra". La raccolta comprende sette lettere scritte tra il 14 settembre 2001 e il 17 gennaio 2002: una sorta di viaggio pacifista tra Peshawar, Quetta, Kabul ma anche Firenze, Orsigna fino in cima  all'Himalaya. Il grande giornalista e viaggiatore toscano racconta della guerra e dei suoi orrori, di come ha visto con i suoi occhi nascere i talebani. La narrazione, però, non si ferma alla descrizione del male che la guerra porta con sé ma è colmo di proposte per una pace vera, duratura, nuova. Un libro che compie vent'anni ma che è totalmente attuale.


Se fosse un cibo:
Riso pilaf cotto al forno: semplice, leggero, un piatto da consumare in compagnia, che abbraccia tutte le culture del mondo.

Racchiuso in una frase:
Eppure l'Afghanistan ci perseguiterà perché è la cartina di tornasole della nostra immoralità, delle nostre pretese di civiltà, della nostra incapacità di capire che la violenza genera solo violenza e che solo una forza di pace e non la forza delle armi può risolvere il problema che ci sta dinanzi. (p. 73)

Edizione utilizzata:
Tiziano TERZANI, Lettere contro la guerra, Longanesi, Milano 2002.

Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile, sia in versione cartacea che elettronica, sui siti delle maggiori librerie online italiane (ibs.itmondadoristore.itunilibro.it).

L'ultima donna di Shirwan Can (2021)

Si parla spesso del Medio Oriente e, da quando c'è stata la guerra contro i Daesh (l'Isis) si è ri-cominciato a parlare anche del Kurdistan e del popolo curdo. Un'altra associazione che a volte si fa - spesso sbagliando - è quella tra fede ed estremismo. "L'ultima donna" di Shirwan Can racconta la storia del gruppo Haqq, una confraternita religiosa musulmana sufi che ha tentato di vivere una spiritualità islamica primigenia, fatta di uguaglianza e giustizia. Il Kurdistan iracheno però è una terra in cui purtroppo giustizia e uguaglianza non sono di casa e questa confraternita viene perseguitata e contrastata. La narrazione di Shirwan Can è delicata e profonda, tocca l'animo del lettore mostrando la realtà curda da un punto di vista nuovo. Negli ultimi anni sono stati pubblicati diversi libri che parlano di Kurdistan, ma questa è una perla imperdibile per arricchire la conoscenza su questo angolo del mondo.


Se fosse un cibo:
Il piatto tipico curdo/iracheno: il Kulendi ovvero pollo fritto immerso in un brodo.

Racchiuso in una frase:
- Stai sostenendo di essere il Profeta? Tu, Mohammad al-Mehdi? Stai scherzando?
- Sono il profeta della mia visione.
- Quale visione?
- La nostra visione è logica, conoscenza e giustizia. Dubito che ti interesserà molto perché la giustizia, mio buon amico, è la base di tutto. Stai dicendo che quando verrà Mohammad al-Mehdi praticherà la giustizia? Perché aspettare quando possiamo praticarla ora e preparare la strada per quando ce ne saremo andati?  (pp. 50-52)

Edizione utilizzata:
Shirwan CAN, L'ultima donna, Oblò, Padova 2021.

Dove trovare il libro:
E' reperibile sul sito di obloaps.it

venerdì 25 marzo 2022

Mar Morto di Jorge Amado (1936)

Mare, memoria, esoticità, vita vissuta: questi gli ingredienti di uno dei più acclamati successi della letteratura internazionale del Novecento. Opera del pluripremiato scrittore brasiliano Jorge Amado, "Mar Morto" è ambientato all'inizio del ventesimo secolo e racconta di Guma, barcaiolo di Bahia, della sua vita, delle sue avventure e della sua morte. Il romanzo di Amado è un racconto di mare, sulle note dei leggendari canti marinareschi, in un ambiente intriso di miseria, violenza, povertà, superstizioni. Guma diventa, con il procedere della storia, quasi co-protagonista insieme al mare stesso, primo e vero protagonista. Deificato, adorato, rispettato, temuto, il mare è lì, sempre presente, a dare ritmo alla melodia dei racconti. La religione Candonblé e le superstizioni chiudono il quadro di un testo di non sempre agile lettura, ma che nel suo realismo tocca il cuore. Da leggere, cullati dal rumore delle onde del mare in una giornata uggiosa.


Se fosse un cibo:
Acarajé: piatto tipico della cucina afro-brasiliana, è composto da una pasta di fagioli dell'occhio, con cipolla e sale, fritta nell'olio.

Racchiuso in una frase:
"Tu sei bella, e sei una bambina. Perché stai qui [in questo bordello]?" Gridava e non sapeva perché. "Non hai niente da fare qui. Si vede da lontano che non sei di qui." Lei si copriva ancor più col lenzuolo. Tremava come se avesse freddo, come se l'avessero frustata. Guma si pentì di aver gridato. "Non hai niente da fare qui. Perché non te ne vai via?" La sua voce era affettuosa come quella di un figlio quando parla della madre. Le diceva tutto ciò che avrebbe voluto dire a sua madre. "Dove? Quando uno finisce qua dentro è come se affondasse in una palude. Non c'è albero a cui attaccarsi. Solo canne ci sono..." (p. 93)

Edizione utilizzata:
Jorge AMADO, Mar Morto, San Paolo - Famiglia Cristiana, Alba (CN) 1998.

Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile nelle bancarelle dell'usato e sul sito ibs.it

Sotto il velo di Takoua Ben Mohamed (2016)

Takoua è nata in Tunisia ed è cresciuta a Roma. Takoua è una ragazza che, come tante, si sente ed è totalmente italiana ma non vuole rinunciare a una cultura e a una religione che sente come sua. La vita quotidiana porta Takoua a scontrarsi con occhiate e (pre)giudizi legati a una sua particolarità: porta il velo. "Sotto il velo" è una raccolta di scene di vita quotidiana in cui la protagonista racconta il suo rapporto con un mondo che la considera (troppo) spesso diversa, un mondo di cui Takoua è parte integrante e in cui si sente integrata. Il lettore, però, non si lasci sviare: i pregiudizi non arrivano solo dai "locali" ma anche da chi culturalmente è più vicino alle origini di Takoua. Un racconto grafico divertente: con la sua autoironia, la fumettista romana parla di se stessa e insieme del nostro mondo. Per riflettere, con un sorriso!


Se fosse cibo:
C'è un piatto tunisino che è famoso in tutto il Mediterraneo e che abbraccia varie culture: lo Shakshuka, una ricetta che comprende uovo e verdure cotte in una cocotte al forno.

Racchiuso in una frase:
Pre...giudizio! (Giudizio universale seconda parte)
"Ma guarda questa com'è vestita, con quel coso in testa, stracciona! Povere donne senza libertà!"
"Ma guarda questa com'è conciata, con quel seno di fuori e quella minigonna! Povere donne, non c'è più pudore!"
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"Ma guarda questa svergognata, con quei tacchi alti tre chilometri... E quei pantaloni troppo attillati! Non c'è più religione!"
"Ma guarda questa tipa come è conciata, ma dico almeno un pizzico di colore a quel look antiquato!" (pp. 23-24)

Edizione Utilizzata:
Takoua BEN MOHAMED, Sotto il velo, Becco Giallo, Padova 2016.

Dove trovare il libro:
E' disponibile sul sito popstore.it oppure fumetto-online.it

Palude di Antonio Pennacchi (1995)

Ci sono luoghi che influenzano i propri abitanti. E poi ci sono abitanti che hanno una particolare influenza sui luoghi in cui vivono. Zerocalcare è influenzato da Roma come Federico II ha influenzato la storia della Puglia o i Medici quella di Firenze. E oggi, possono esservi città influenzate da chi le vive? Antonio Pennacchi, divenuto noto al grande pubblico dopo aver vinto il Premio Strega nel 2010 con "Canale Mussolini", nel romanzo "Palude", dato alle stampe nel 1995, racconta di un luogo e delle persone che lo abitano. Il luogo "nuovo" è Latina, una delle città costruite durante il ventennio fascista, che per creare una propria identità si affida ai suoi abitanti: veneti, ferraresi, pontini. "Palude" però è anche il nome di un personaggio che abita in questa città nuova, strappata alle paludi: un operaio, un sindacalista in una terra ancora nostalgica del "padre costruttore". Il racconto di Pennacchi ripercorre la vita di Palude, che è anche la vita di una città appena nata, fatta di personaggi disparati e di storie che si intrecciano con la storia recente d'Italia. È un romanzo che ha tutto dentro: storia, fantasia, intrecci e profezia. Palude è una porta di accesso al mondo di un autore che ha lasciato il segno nella letteratura italiana degli ultimi venticinque anni. Da gustare.

Se fosse cibo:
Nel 2012 è stato eletto il piatto tipico di Latina: gnocchi di semola e kiwi ai profumi pontini. Decisamente da provare!

Racchiuso in una frase:
Non è, quindi, che non avessero voluto calcolarla, Littoria. È che non ci avevano fatto proprio caso. e lui ci si è attaccato come a una fune. [...] A dire il vero, non è poi affatto vero che l'abbia fondata lui, la città. Lui non la voleva proprio. [...] era questa la parola magica, risolutrice di ogni problema italiano: la ruralizzazione. La città era male, la campagna era bene [...] E poi in città, nei quartieri operai, la gente s'ammassava. E mormorava. E gli venivano idee balzane. [...] Quindi il Duce le città non le voleva, solo borghi di campagna. Niente città. (pp. 86-87)

Edizione Utilizzata:
Antonio PENNACCHI, Palude, Dalai, Milano 2011.

Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile, sia in versione cartacea che elettronica, sui siti delle maggiori librerie online italiane (ibs.itmondadoristore.itunilibro.it).

Bedelia di Leo Ortolani (2020)

Bedelia è una donna bellissima, seguitissima, con tanti "issima". Tutti la vogliono, tutti la cercano, tutti la desiderano. Bedelia fa del suo corpo il suo stile di vita, l'obiettivo per lei è essere LA PIÙ bella. Succede, però, l'irreparabile: Elaiza, giovane e avvenente modella, rimpiazza Bedelia e la nostra protagonista sarà costretta riflettere sulla sua vita e sulle sue scelte. Scritto e disegnato da Leo Ortolani, "Bedelia" è un vero romanzo grafico che mostra l'evoluzione nella narrativa del fumettista parmigiano. Negli anni Ortolani ha creato molti personaggi e, tramite essi, riesce sempre a regalare al lettore narrazioni sorprendenti che, con ironia, scavano nel profondo dell'animo umano. Non ci si lasci fuorviare dall'introduzione: la storia di Bedelia è davvero profonda e il finale a sorpresa aggiunge ulteriore profondità al personaggio. Ortolani è come il vino: più invecchia, più migliora!

Se fosse cibo:
Tortelli di erbette alla parmigiana... gnam!

Racchiuso in una frase:
Bedelia non ha mai avuto una vita normale. La sua vita era all'insegna della superficialità. Un giorno qualcuno le disse che, più del suo aspetto, era interessato a ciò che aveva dentro. Lei lo guardò stupefatta e gli disse "Cosa sei, un coprofago?" (p. 93)

Edizione Utilizzata:
Leo ORTOLANI, Bedelia, BAO, Milano 2020.

Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile, sia in versione cartacea che elettronica, sui siti delle maggiori librerie online italiane (ibs.itmondadoristore.itunilibro.it).

venerdì 11 marzo 2022

L' uomo nel labirinto di Robert Silverberg (1968)

La fantascienza è quel luogo della letteratura in cui, inaspettatamente, gli autori trovano lo spazio adeguato per parlare dell'uomo e di ciò che rende "umani". Uno degli esempi più belli in questo senso, a mio avviso, è "L'uomo nel labirinto" di Robert Silverberg, un'opera che raggiunge un livello di riflessione davvero significativo. Muller è un uomo importante, di quelli di cui si studiano le gesta sui libri di storia. Un giorno ha un incidente che condiziona il suo vivere in società e, non sopportando di essere allontanato da tutti, decide di isolarsi in un pianeta nel quale una misteriosa civiltà scomparsa da secoli ha costruito un labirinto pieno di trappole. Dopo nove anni di isolamento, una missione dalla terra con a capo Boardman e il giovane Rawling prova a convincere Muller a uscire dal labirinto per svolgere un compito che potrà salvare il genere umano. Silverberg ci dona una riflessione acuta e sincera sull'umanità, sulle età della vita, sui sentimenti e sulle speranze, sui vizi e sugli inganni. Un moderno "Filottete" da leggere meditando.

Se fosse cibo:
Filetto di prima scelta, adeguato al livello del protagonista.

Racchiuso in una frase:
Vedi, in realtà io non ero un dio, ma un misero mortale che aveva illusioni di divinità, e a cui i veri dèi hanno impartito una severa lezione. Hanno deciso di ricordarmi che dentro di me, sotto la tuta di plastica, c'era la bestia pelosa. (p. 178)

Edizione Utilizzata:
Robert SILVERBERG, L'uomo nel labirinto, Fazi, Roma 2008.

Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile, sia in versione cartacea che elettronica, sui siti delle maggiori librerie online italiane (mondadoristore.itunilibro.it).

La carezza di Dio. Lettera a Giuseppe di Antonio Bello (1987)

Sempre più la società è proiettata in un'ottica dell'abuso piuttosto che dell'uso: basta pensare a come ogni giorno si parla dei migranti oppure a come trattiamo l'ambiente apportando morte piuttosto che favorire la vita. Il 30 dicembre 1987 uno dei profeti del nostro tempo, don Tonino Bello, fu chiamato a intervenire a una conferenza ad Assisi. Il suo contributo fu una lettera a san Giuseppe, padre di Gesù ed esempio di lavoratore umile, costante, rispettoso. Don Tonino immagina di passare una giornata in silenzio, ad osservare Giuseppe che fa della condivisione e della gratuità la misura della sua vita, in contrapposizione con la società dell'usa e getta. Un testo breve ma intenso, una carezza per il cuore, una poetica che ci parla di concretezza e di umanità. In tre parole: don Tonino Bello!

Se fosse cibo:
Stufato di agnello con verdure, cibo comune ai tempi di san Giuseppe.

Racchiuso in una frase:
Oggi, purtroppo, da noi non si carezza più. Si consuma solo. Anzi, si concupisce. Le mani, incapaci di dono, sono divenute artigli. Le braccia, troppo lunghe per amplessi oblativi, si sono ridotte a rostri che uncinano senza pietà. Gli occhi, prosciugati di lacrime e inabili alla contemplazione, si sono fatti rapaci. Lo sguardo trasuda delirio. E il dogma dell'usa e getta è divenuto il cardine di un cinico sistema binario, che regola le aritmetiche del tornaconto e gestisce l'ufficio ragioneria dei nostri comportamenti quotidiani. (p. 21)

Edizione Utilizzata:
Antonio BELLO, La carezza di Dio. Lettera a Giuseppe, la meridiana, Molfetta 2021.

Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile, sia in versione cartacea che elettronica, sui siti delle maggiori librerie online italiane (mondadoristore.itunilibro.itibs.it).

L'angelo di Monaco di Fabio Massimi (2020)

Monaco di Baviera, 1931: un assassinio scuote i centri del nascente potere nazista. Angela Raubal, nipote di un politico in ascesa, viene trovata morta. Apparentemente si tratta di un suicidio: perché indagare? Sigfried Sauber, commissario di polizia, si accorge subito che qualcosa non quadra e, insieme al collega Helmut Foster, cercherà di risolvere il mistero. Il romanzo di Fabiano Massimi "L'angelo di Monaco" catapulta il lettore in un passato non molto lontano, in un periodo nel quale anche un solo evento avrebbe potuto cambiare le sorti della Germania e del leader nazista Adolf Hitler. La narrazione è avvincente, il mistero si dipana davvero bene e alcuni sospetti sono personaggi che siamo abituati a vedere sui libri di storia o in qualche vecchio video da cinegiornale. Tratto da una storia vera, Massimi riesce a dare vita ai protagonisti e ai luoghi: la vicenda di Geli Raubal appassionerà i cultori del genere.

Se fosse cibo:
Currywurst e birra weiss, che domande!?

Racchiuso in una frase:
Forse ogni passaggio della sua indagine era stato previsto, preordinato da una mano invisibile che ne guidava lo svolgimento secondo piani ignoti a tutti gli attori in scena. La sensazione a tratti era proprio quella. O forse, più semplicemente, certe verità non possono essere trattenute per sempre, e quando viene il momento, quando trovano la spinta e la direzione fatale, rompono gli argini di ogni logica e prudenza. (p. 377)

Edizione Utilizzata:
Fabiano MASSIMI, L'angelo di Monaco, Longanesi, Milano 2020.

Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile, sia in versione cartacea che elettronica, sui siti delle maggiori librerie online italiane (mondadoristore.itunilibro.itibs.it).

domenica 6 marzo 2022

La creatività a scuola di Franca Pinto Minerva e Maria Vinella (2012)

La sfida dell'educazione coinvolge molti attori: scuola, famiglia, gruppi educativi, sportivi, associativi, religiosi. E' una prova che non solo deve tenere conto  delle capacità e delle attitudini dei bambini/giovani ma anche cercare di educarli a sviluppare capacità nuove, che possano far maturare nuove competenze. Franca Pinto Minerva, già preside di Lettere all'Università di Foggia, insieme alla professoressa Maria Vinella ci donano un testo agile ma davvero molto interessante. Non ci si lasci fuorviare dal titolo: non è solo nella scuola ma in tutti i luoghi educativi e di aggregazione, fisici ma anche virtuali, che si può insegnare a destrutturare la realtà per ricostruirla con fantasia e creatività. Non mancano progetti concreti che aiuteranno il lettore, che sia educatore o genitore, a creare momenti belli e divertenti (soprattutto educativi) per grandi e piccini. Illuminante.


Se fosse cibo:
Direi un piatto creativo che parta dal territorio: potrebbero essere scagliozzi gourmet, alla pizzaiola, ad esempio.                                  

Racchiuso in una frase:
[Si auspica un] progetto pedagogico di un nuovo umanesimo - un umanesimo ecologico - [che] si concretizza nella «chiara consapevolezza della coincidenza di ciascun percorso formativo con il percorso ibridativo e coevolutivo con la differenza, l'altro da sé, attraverso il quale - seguendo un andamento fluttuante e indeterminato - ciascuno costruisce la propria singolare e irripetibile [creatività]». [...] Salvaguardando, in tal modo, la grande opportunità evolutiva della specie umana nel suo inscindibile rapporto di co-appartenenza all'insieme dei sistemi viventi che con essa condividono la Madre Terra. (p. 69).

Edizione Utilizzata:
Franca PINTO MINERVA - Maria VINELLA, La creatività a scuola, Laterza, Roma - Bari 2012.

Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile, sia in versione cartacea che elettronica, sui siti delle maggiori librerie online italiane (mondadoristore.itunilibro.itibs.it).

La capanna di Padre Carlo di Christian Carlassare (2020)

Carlo è un uomo di gran cuore, una persona disposta a mettersi in gioco fino in fondo, a farsi carico di una grande responsabilità: essere la guida spirituale di una zona del Sud Sudan, il Fangak, segnata da divisioni e guerre e popolata dai Nuer, un'etnia dalla cultura antica e dalle usanze a volte discutibili. Carlo esce dallo stereotipo del missionario che vuole imporre la propria cultura, le proprie scuole, che vuole essere il deus ex machina nello sviluppo economico della realtà dove presta servizio. Trasferito in questa comunità isolata, padre Carlo decide di visitare tutti i villaggi della zona, immergendosi pian piano nella vita locale e diventando sempre più parte del popolo a cui è stato inviato. Il protagonista del romanzo può essere considerato l'alter ego dell'autore de "La capanna di padre Carlo". Christian Carlassare è infatti uno scrittore d'eccezione: missionario comboniano, nominato da papa Francesco vescovo di Rumbek a soli 43 anni, per la sua testimonianza è rimasto vittima di un attentato. Una storia intensa e importante. L'intero ricavato delle vendite del libro va alle missioni dei comboniani in Africa e in tutto il mondo.

Se fosse cibo:
Wal wal, piatto tipico Nuer, composto da sorgo tritato e bollito fino a farne un porridge dalla consistenza solida.

Racchiuso in una frase:
"La luna sembra oggi un segno intimidatorio", pensò tra sé. Si consolò guardando la stella che sembrava brillare di una luce più intensa del solito. Si abbandonò alla preghiera del rosario, mentre i grilli terminavano i loro ultimi canti e gli uccelli producevano i loro primi cinguettii. Durante la recita, il suo respiro sembrava uniformarsi al ritmo del cosmo e al ciclo della vita. Pur piccolo, si sentiva parte del tutto. Meditando i misteri della vita di Gesù, contemplava Dio fatto carne in quella persona concreta così da farsi presente oggi in ogni persona e in ogni particella di materia da lui creata. "Non sono solo. Nessuno è solo", meditava ricordando la poesia ermetica di Ungaretti che semplicemente dice "M'illumino d'immenso". (p. 126).

Edizione Utilizzata:
Christian CARLASSARE, La capanna di padre Carlo. Comboniano tra i Nuer, Missionari Comboniani, Verona 2020.

Dove trovare il libro:
Per ricevere informazioni su come acquistare questo libro bisogna scrivere all'indirizzo abbonamenti@fondazionenigrizia.it

my COVID in COMICS a cura di Jacopo Granci e Claudio Calia (2021)

Il Covid ha segnato - e molto - le vite di tutti noi. Nonostante sia passato meno di un anno e mezzo dalle prime chiusure, il dramma che abbiamo vissuto è talmente collettivo e globale da dare quasi la percezione che le limitazioni esistano da sempre. "My COVID in COMICS" parte da una domanda di fondo: "Come cambia la tua vita con il coronavirus?". Jacopo Granci, giornalista e appassionato di fumetti, insieme a Claudio Calia, uno dei primi autori di graphic journalism in Italia, hanno raccolto i contributi di 137 artisti provenienti da 30 paesi sparsi nei 5 continenti. Il risultato è uno straordinario melting pot di sentimenti, storie, visioni, che offrono al lettore la percezione di un'umanità unita nella sofferenza, ma dove non mancano spiragli di speranza. Il progetto è promosso dall'Associazione Ya Basta Caminantes e dalla ong CEFA. Uno spaccato di vita, con la speranza che il futuro possa essere sempre migliore!


Se fosse cibo:
Vista l'internazionalità dell'opera, quale piatto più di una pizza multigusto può essere amato e apprezzato in tutto il mondo?

Racchiuso in una frase:
[Le pagine di questo libro] vogliono offrire un'occasione per fermarsi a riflettere, immersi in un cocktail di distaccata ironia e profonda empatia, sui concetti di sviluppo e benessere, sul lato oscuro che si nasconde dietro al termine "realtà", sul vero significato della parola "solidarietà". Sull'importanza delle piccole cose e sul valore dei piccoli gesti. Dai quali tutti possiamo e dobbiamo ripartire... (p. 7).

Edizione Utilizzata:
Jacopo GRANCI - Claudio CALIA (a cura di), my COVID in COMICS. Racconto sociale di una pandemia globale, Caracò, Napoli - Bologna 2021.

Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile in versione cartacea sui siti delle maggiori librerie online italiane (mondadoristore.itunilibro.itibs.it).