giovedì 26 gennaio 2023

L'armata dei fiumi perduti di Carlo Sgorlon (1985)

Friuli, 1943-1945: nella Carnia, dopo l'armistizio, si installa un popolo che, nelle valli montane, cerca una nuova patria. Alleati della Germania nazista, i Cosacchi cercano un modo per ritrovarsi e insieme riconquistare la Russia, patria perduta a causa dei "rossi". "L'armata dei fiumi perduti" dello scrittore friulano Carlo Sgorlon, prende spunto da una storia vera per raccontare, attraverso vicissitudini particolari, un dramma collettivo. Marta è una donna di servizio che perde prima il suo fidanzato Arturo nella campagna di Russia e poi la sua Signora Esther, deportata dai nazisti. La grande casa che custodisce viene occupata dai Cosacchi che Marta accoglie senza odio. Conosce Urvan e di lui si innamora, non considerandolo un occupante ma una vittima di guerra. In questo romanzo Sgorlon riesce a narrare il dramma collettivo di un villaggio, di due popoli che, ingannati dalle bugie che una guerra porta con sé, vivono drammi paralleli. Un libro toccante e intenso che ricorda al lettore come in una guerra non ci sono vincitori ma solo vinti.


Se fosse cibo:
Chaprà del Don: composta di peperoni, peperoncino, pomodori e aromi.
 
Racchiuso in una frase:
Ogni tanto Marta, trovandosi a preparare il pasto a un passo dalla bábuška, era come presa da un incantamento stupito, perché le veniva in mente di colpo che in casa aveva degli avversari, alleati dei tedeschi. Le veniva da pensare che lei fosse fatta in modi sbagliati e stravolti perché non riusciva a vedere nemici da nessuna parte. Non arrivava, nemmeno mettendoci ogni buona volontà, al concetto di nemico, ed era un po' la stessa cosa del suo non riuscire a capire la guerra. Essa seguitava ad essere per lei una strana irrealtà, una favola scura e sanguinosa, che prendeva corpo nel mondo per chissà quali ragioni ribalde e rovesciate. Non riusciva non solo a odiare ma nemmeno a modellare sopra i cosacchi la figura di avversari. Avversari di oggi, perché prima dell'armistizio essi erano invece gli inglesi, i francesi, i russi, gli americani. Poi i nemici erano tutti cambiati perché pogni cosa era stata ribaltata e mutata di segno. (p. 41)

Edizione utilizzata:
Carlo SGORLON, L'armata dei fiumi perduti, CDE, Milano 1985.

Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile in formato cartaceo, sia nuovo che usato, nelle maggiori librerie fisiche e online (ibs.ithoepli.itmondadoristore.it)

martedì 3 gennaio 2023

Blu tramonto di Leo Ortolani (2021)

Leo Ortolani è un geologo di Parma che a un certo punto della sua vita ha cominciato a disegnare fumetti riscuotendo un successo davvero importante. Negli ultimi anni ha contribuito alla divulgazione scientifica grazie a una serie di strisce create in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Italiana. "Blu tramonto", pubblicato nel 2021, è l'ultimo lavoro in ordine di tempo. Il protagonista è un esploratore solitario che, nonostante la missione di cui faceva parte abbia deciso di abbandonare Marte, decide imperterrito di rimanere. Tra allucinazioni e solitudine, quando sta per perdere la speranza, incontra una forma di vita che gli dona fiducia, amore. Tra una gag e l'altra, Ortolani dimostra di essere davvero bravo a spiegare concetti scientifici in maniera comprensibile a tutti. Propone inoltre al lettore uno spaccato di Marte che, integrato con le schede scientifiche a fine volume, accompagna la scoperta del Pianeta Rosso. Forse non è il migliore Ortolani, ma si legge con piacere. Ridendo s'impara!


Se fosse cibo:
Per il protagonista, amore fa rima con lasagna... cosa volere di più?

Racchiuso in una frase:
- Qual è il tuo nome?
- Cos'è "Nome"?
- È quando qualcuno ti chiama!
- Qui nessuno mi chiama. Non ho bisogno di nome.
- Ma adesso ci sono io!
- Allora dammi tu un nome! Qual è la cosa più bella che avete sul vostro pianeta?
- Bé, sicuramente le lasagn... L'AMORE". L'amore per le lasagn... "L'AMORE". L'amore! Dai, l'amore!
- Allora noi sarò amore, per te che mi chiami. (pp. 107-109)

Edizione utilizzata:
Leo ORTOLANI, Blu tramonto, Feltrinelli comics - ASI, Milano 2021.

Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile, in formato cartaceo e digitale, nelle maggiori librerie online (ibs.itunilibro.itmondadoristore.it)

Il volontario di Auschwitz di Witold Pilecki (2000) Posta in arrivo

Il 19 settembre 2019, il Parlamento Europeo ha chiesto a tutti gli Stati Membri di celebrare ogni 25 maggio la memoria di Witold Pilecki. Chi è quest'uomo? Polacco, classe 1901, era un cattolico convinto, fiero della sua nazionalità, militare e antinazista. Nel 1940 si fece arrestare di proposito con l'obiettivo di essere internato nel campo di concentramento di Auschwitz e creare delle cellule di ribelli che potessero liberare il campo dall'interno. Dopo questa esperienza, nel 1943 scrisse un rapporto ai suoi superiori. Il testo è rimasto nascosto fino al 2000, quando è stato pubblicato con il titolo "Il volontario di Auschwitz". Con il suo lucido e documentato racconto, Pilecki rende viva la quotidianità nel campo, di cui narra orrori, disumanità, annientamento dell'uomo. La fede e la missione di distruggere questo orrore aiuta il soldato polacco a sopravvivere. Con questo scritto ci dona una perla che andrebbe letta in tutte le scuole superiori. Pilecki era anche un anticomunista e, per questo motivo, nel 1948 fu ucciso dal regime polacco e fino al 1989 le sue informazioni sono rimaste censurate. È arrivata l'ora di conoscere un grande cristiano, un grande europeo, un grande uomo!

Se fosse cibo:
Un'insalata di patate: semplice, essenziale, come la libertà, che spesso diamo per scontata.

Racchiuso in una frase:
[...] il trasferimento di detenuti dai blocchi dell'ospedale alla camera a gas [...] [divenne] manifesto. [...] Inizialmente ciò fu fatto con un po' di vergogna, traferendo i detenuti di notte, in tarda serata o al primo mattino, perché nessuno vedesse. Poi, a poco a poco, man mano che l'intero campo veniva a conoscenza di questa pratica e le autorità cessavano di vergognarsi di quei "turisti malati", i "turisti malati" furono portati alle camere a gas in pieno giorno. Talvolta succedeva durante l'appello, con un drappello rinforzato di sentinelle coi fucili spianati che ci fissava freddamente dalle torri di guardia. Più di un detenuto, riconoscendo un amico tra i ranghi schierati mentre lo portavano alla camera a gas, gridava: "Addio, Jàs. Abbi cura di te!...". Agitava il berretto o la mano e proseguiva "di buon animo". Tutto il campo sapeva dove stavano andando. Perché dunque quel tizio era così contento? Potrei dire che aveva già visto e sofferto così tanto che non si aspettava niente di peggio dopo la morte. (pp. 208-209)

Edizione utilizzata:
Witold PILECKI, Il volontario di Auschwitz, Piemme, Milano 2014.

Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile, in formato cartaceo e digitale, nelle maggiori librerie online (ibs.itunilibro.itmondadoristore.it)

Medico ad Auschwitz di Miklos Nyiszli (1946)

Ci sono libri che dovrebbero essere letti in ogni scuola superiore: ecco uno di questi! Miklos Nyiszli è un medico ungherese che, a causa della sua origine ebraica, finisce nel campo di concentramento di Auschwitz durante il regime nazista. È medico e pertanto la sua professionalità è utile alle sorti del campo e per questo non viene liquidato. Comincia così la sua esperienza con il famigerato Dottor Mengele del quale sarà assistente fino alla caduta del regime nazista. Medico ad Auschwitz è un diario lucido quanto onesto di un ebreo che si trova in una situazione inimmaginabile e in questa deve sopravvivere. Nyiszli assiste ad avvenimenti che farebbero impazzire qualsiasi essere umano e li descrive con una lucidità che non lascia spazio a repliche o fraintendimenti. Un libro da leggere, una storia da conoscere. La nuova edizione, sotto il titolo di SONO STATO L'ASSISTENTE DEL DOTTOR MENGELE, è ordinabile in tutte le librerie.

Se fosse cibo:
Un buon piatto di legumi, cibo fondamentale che spesso mancava in quelle condizioni...

Racchiuso in una frase:
Delle macchine della Croce Rossa Internazionale portano il gas dall'esterno. Il gas non si trova mai depositato nel crematorio. Infame precauzione, ma più infame ancora è il fatto che sia proprio una macchina con l'insegna della Croce Rossa Internazionale a portare il gas. Per essere sicuri del fatto loro, i due boia del gas aspettano ancora cinque minuti. Poi accendono una sigaretta e se ne vanno con la loro macchina. Hanno appena ucciso tremila innocenti. (p. 47)

Edizione utilizzata:
Miklos NYISZLI, Medico ad Auschwitz, Longanesi, Milano 1973.

Dove trovare il libro:
È reperibile, in formato cartaceo dal titolo "Sono stato l'assistente del dottor Mengele, nelle maggiori librerie online (unilibro.it, libreriauniversitaria.it) o contattando la casa editrice attuale all'indirizzo www.edizioniesperidi.com.