domenica 23 marzo 2025

Dio fra le righe di Lorenzo Fazzini (2024)

Ad agosto dello scorso anno, Papa Francesco ha scritto una lettera ai formatori parlando dell'importanza della letteratura nella formazione di vita e spirituale dell'uomo. Qualche mese prima il responsabile editoriale della Libreria Editrice Vaticana, Lorenzo Fazzini, ha pubblicato questo piccolo ma intenso testo dal titolo Dio fra le righe. Il presupposto è: si può trovare nei romanzi di autori laici tracce dell'infinito che solo il divino può dare? A questa domanda Fazzini da una risposta tanto personale quanto preziosa in quanto introduce il lettore a quella buona prassi di non fermarsi ad una lettura superficiale ma ad andare oltre, a superare i limiti di una pagina stampata e sconfinare in quell'infinito che solo la ricerca dell'Assoluto può far toccare. Pagine che narrano di pagine che toccano il cuore. Un testo prezioso che mi ha donato ottimi consigli di lettura!

Racchiuso in una frase:
Più modestamente, a me son stati necessari un po di corsi di teologia minuziosi e sagacemente insegnati, ma alla fine anche a uno zuccone come il sottoscritto è parso chiaro che se di ragione il cristianesimo ha bisogno, è di racconto che esso vive. Il racconto resta elemento insostituibile nella trasmissione, perfino nella nascita stessa, dell'elemento cristiano. La prima affermazione di fede della Bibbia - Deuteronomio 26, «Mio padre era un arameo errante...» - è un racconto; è quanto i padri narrano ai figli la vigilia di Pesach. La Scrittura è il racconto (non il ragionamento) di quello che Dio ha voluto dire agli uomini e alle donne di Israele, e per loro tramite, a quelli di tutti i tempi, di se stesso. (p. 13)

Edizione utilizzata:
Lorenzo FAZZINI, Dio fra le righe, Il pellegrino, Roma 2024.

Dove trovare il libro:
Può essere ordinato in formato cartaceo nelle maggiori librerie fisiche e nelle librerie online (ibs.it, bookdealer.it, mondadoristore.it)

L'essenza della pace di Eberhard Jüngel (1983)

Affrontare il tema della pace è sempre qualcosa di complesso. L'uomo, appena ha consapevolezza, comincia a pensare al mondo come ad una proprietà e questo porta inevitabilmente a concepire il concetto di conflitto. Per analogia, e per cultura, siamo abituati ad associare il concetto di pace a quello di guerra, come se fossero due facce della stessa medaglia. Ma cosa è pace? Eberhard Jüngel entra in questa riflessione con il suo breve, ma intenso, testo dal titolo L'essenza della pace. Il teologo luterano, partendo dalla concezione romana del si vis pacem para bellum e passando attraverso Hobbes e Kant, ci mostra come nell'uomo sia radicato in profondità il concetto di pace contro guerra. Jüngel, però, prova a cambiare prospettiva partendo dal discorso biblico sulla pace che concepisce l'uomo come essere razionale. La trasformazione tra il tu devi kantiano in un modo indicativo è la prospettiva indicata da Jüngel, concependo l'uomo come quell'essere di pace quale egli è. Difficile, intenso ma molto edificante!

Racchiuso in una frase: 
La fede cristiana ha una concezione particolare del tipo di uomo che deve essere colui che non soltanto ha bisogno della pace, ma che deve esserne anche capace. Elaborare là concezione teologica dell'uomo capace di pace: questa è la meta delle seguenti riflessioni che potrebbero così rappresentare, a loro volta, un passo: per l'appunto un passo teologico sulla strada verso la pace. (p. 13)

Edizione utilizzata:
Eberhard JÜNGEL, L'essenza della pace. Un'antropologia teologica, Morcelliana, Lavis (TN) 2022.

Dove trovare il libro:
Può essere ordinato in formato cartaceo nelle maggiori librerie fisiche e nelle librerie online (ibs.it, bookdealer.it, mondadoristore.it)

venerdì 31 gennaio 2025

Il cuoco dell'Imperatore di Raffaele Nigro (2021)

Ci sono romanzi che raccontano sentimenti. Ci sono romanzi che racconto luoghi. Ci sono romanzi che raccontano epoche. Ci sono romanzi che sono veri e propri trattati sociologici. E poi c'è Il cuoco dell'Imperatore di Raffaele Nigro che è tutto questo e anche di più. L'autore melfitano ha la capacità di far entrare il lettore in un mondo diverso dal nostro, in un luogo talmente altro che quasi lascia pensare ad un romanzo fantasy. Tutto ciò che è scritto, però, è storia, vita vissuta, luogo reale. Il protagonista è Guimaro, un melfitano che per caso si trova a dover scappare dalla sua terra e, dopo varie peripezie, diventa il cuoco di Federico II di Svevia. Grazie al suo sguardo scopriremo un mondo interconnesso nel quale si viaggiava molto e grazie al suo palato scopriremo molti sapori in voga, una cucina diversa dalla nostra e molto affascinante! Un viaggio totale, completo, immersivo, affascinante. Consigliato!.

Racchiuso in una frase: 

Affiancati uno all'altro, mentre tornavamo dalle paludi dell'Ofanto sentivo l'imperatore che poneva domande sulla natura, ma i suoi amici non gli davano risposte adeguate, per cui cambiò argomento e chiese a don Taddeo: "Perché siamo così diversi nei nostri interessi?"
"Perché il Creatore ci ha fatto diversi. È il problema dell'uno e dei molti. Un tema che ha inquietato tutti i filosofi."
"E perché siamo soggetti a tanta inquietudine?"
"Perché siamo infettati da un'ansia infinita di conoscere," rispondeva monsignore. "In fondo, Adamo sbaglia per desiderio di conoscenza. Ulisse va pellegrino per curiosità di conoscere."
"Perché chi cammina lecca, chi si ferma secca," disse scherzoso Michele Scoto. (p. 498)

Edizione utilizzata:
Raffaele NIGRO, Il cuoco dell'Imperatore, La Nave di Teseo, Milano 2021.

Dove trovare il libro:
Può essere ordinato in formato cartaceo nelle maggiori librerie fisiche e nelle librerie online (ibs.it, hoepli.it, mondadoristore.it)

sabato 16 novembre 2024

Il silenzio della città bianca di Eva Garcia Sáenz de Urturi (2016)

Sono passati anni da quando un famoso conduttore televisivo è stato arrestato per un omicidio plurimo. Come ogni serial killer che si rispetti, aveva lasciato la sua firma sui cadaveri. Come è possibile, allora, che questi delitti siano ripresi se l’autore è ancora in prigione? È una casualità che questo omicida stia per uscire di carcere? Il silenzio della città bianca della scrittrice basca Eva Garcia Saénz de Urturi ci racconta di questo mistero. La location è una città tanto bella quanto sconosciuta fuori dalla Spagna: Vitoria-Gasteiz. Il giovane ispettore Unai López de Ayala cercherà di risolvere l’enigma aiutato proprio dal condannato, il professor Tasio Ortiz de Zàrate. Un thriller pieno di colpi di scena che, attraverso una sapiente maestria nel gestire i flashback, tiene il lettore col fiato sospeso fino alla fine. Protagonista anche la città basca, con i suoi abitanti, i suoi costumi, i suoi riti, i suoi segreti. Una ambientazione unica per un racconto ben riuscito. Appassionante!

Racchiuso in una frase:
A volte bastava solo questo: tendere l'orecchio e ascoltare. Molta gente che gira intorno a un omicidio ha tante cose da dirci e noi, gli investigatori, non ci badiamo, credendo di essere gli esperti, ma non li conosciamo, non conosciamo né gli aggressori né le vittime, mentre chi sta loro intorno sì. A volte basta solo ascoltare, pensai. 
Forse a lei non importa che io adesso sia muto, forse devo soltanto ascoltare. 
E la chiamai, credo che fosse un giorno di vento del sud, hego haizea, il vento dei pazzi, perché in un giorno di lucidità non le avrei telefonato, che senso aveva se non riuscivo nemmeno a parlare? (p. 545)

Edizione utilizzata:
Eva G. SÁENZ DE URTURI, Il silenzio della città bianca, Pickwick, Milano 2022.

Dove trovare il libro:
Può essere ordinato in formato cartaceo nelle maggiori librerie fisiche e nelle librerie online (ibs.it, bookdealer.it, mondadoristore.it)

giovedì 31 ottobre 2024

Halloween, alba dell’eternità di Lucia Graziano e Paul Freeman (2024)

Ogn’anno, il due novembre, c’è l’usanza per i defunti andare al cimitero recitava il grande Totò. Puntuale come un orologio, ogn’anno, in occasione della Festa dei Santi e della Commemorazione dei defunti, nascono fazioni opposte attorno alla festa di Halloween, da alcuni amata, da alcuni (spesso cattolici) osteggiata. La storica Lucia Graziano e il teologo Paul Freeman (nom de plume di Paolo Cilia) ci offrono, oserei dire finalmente, un percorso chiaro, sintetico, documentato e informato. Halloween, Alba dell’eternità accompagna il lettore alla scoperta delle vere origini di questa festa che non ha nulla a che fare con eventi macabri e delittuosi ma che trova le sue origini in antiche tradizioni cattoliche. Lucia Graziano ci mostra, documentando il tutto con una ampia bibliografia, come questa festa sia stata trasformata in quella che viviamo oggi da motivi storico/politici e dal consumismo. Paolo Cilia traccia un percorso pastorale/teologico per riportare questa festa alle sue origini. Un percorso davvero utile, che aiuta a comprendere la realtà contemporanea e a riportare una luce di verità in un mondo che spesso fa delle fake news la propria normalità. Illuminante.

Racchiuso in una frase:
Da ciò si evince che, originariamente, le lanterne di Halloween non rappresentavano, di per sé, il personaggio Jack o' Lantern (semmai, venivano associate alla lampada con cui si faceva luce); ed era dunque piuttosto raro (e subordinato all'estro artistico del singolo) che esse venissero intagliate a ricreare le fattezze di un volto umano. Quando gli immigrati irlandesi arrivarono negli Stati Uniti, presero presto l'abitudine di intagliare le più scenografiche zucche, sostituendole alle rape e alle barbabietole della loro tradizione: in tal modo, si appropriarono di una consuetudine che esisteva da tempo nel Nuovo Mondo, ma che era fino a quel momento associata al Giorno del Ringraziamento. Già da tempo, in quell'occasione, grosse zucche venivano intagliate con intricati motivi geometrici e floreali, a creare lanterne con cui abbellire le abitazioni; ed è registrata anche la consuetudine di utilizzare le cucurbitacee a mo' di centrotavola (p. 74)

Edizione utilizzata:
Lucia GRAZIANO - Paul FREEMAN, Halloween, Alba di eternità. Un itinerario di chiarificazione, Associazione culturale Zammerù Masilio, Roma 2024.

Dove trovare il libro:
Può essere ordinato in formato cartaceo nelle maggiori sul sito Amazon.it

sabato 19 ottobre 2024

Il generale dell'armata morta di Ismail Kadare (1970)

A volte mi sorprende come siano presenti innumerevoli titoli sugli scaffali delle nostre librerie e poi alcune testi fondamentali come questo non siano più in commercio. Sì perché per leggere Il generale dell'armata morta dell'autore albanese Ismail Kadare ormai è necessario andare in biblioteca e prenderne una copia in prestito. Lo sforzo sarà ampiamente ripagato! Un anziano generale viene inviato in Albania per recuperari i corpi di una armata italiana dispersa. Seguendo il protagonista, il lettore scoprirà un mondo oggi dimenticato, fatto di invasioni, battaglie, tragedie, morte. Ciò che rimane dopo una guerra, infatti, non è la gloria dei vincitori e l'onore dei vinti quanto piuttosto uno spirito di morte che aleggia su tutto il romanzo e che dona al lettore un'ottica unica. Kadare è un grandissimo scrittore e questo romanzo ne è la prova. Andrebbe letto in tutte le scuole per ricordarci che guerra e colonialismo portano solo morte e distruzione!

Racchiuso in una frase:
Il generale sentiva che l'alcool gli dava alla testa. 'Adesso ho ai miei ordini un'intera armata morta', pensava. Solo che per uniforme hanno tutti un sacco di nylon. Un sacco azzurro sbarrato da due righe bianche e bordato di nero, fabbricazione speciale della ditta Olympia. Al principio c'erano solo alcuni plotoni di bare, poi, a poco a poco, si sono tormati compagnie e battaglioni e ora stiamo completando reggimenti e divisioni. Un intero esercito avvolto nel nylon.' (p. 116)

Edizione utilizzata:
Ismail KADARE, Il generale dell'armata morta, Longanesi, Milano 1970.

Dove trovare il libro:
Potete trovare la copia di questo libro più vicina a voi sul sito https://opac.sbn.it/.

mercoledì 9 ottobre 2024

Per le antiche scale di Mario Tobino (1972)

Un libro, venti racconti: questa può essere la sintesi estrema di un testo tanto importante quanto oggi quasi dimenticato. Sì perché Per le antiche scale di Mario Tobino ci porta all'interno di un manicomio e lo fa non solo in maniera simbolica ma in maniera fisica, mentale, spirituale. Nonostante sia uscito nel 1972, questo testo delicato quanto crudelmente reale, ci porta a focalizzare la situazione di quelli che una volta venivano definiti pazzi, con le difficoltà, le insicurezze, i disagi di questa condizione. Il lettore accompagna il dottor Anselmo nella sua progressiva consapevolezza della umanità, delle ferite che la società causa e fa sanguinare, non preoccupandosi di guarirle. Le ferite interiori sono quelle più difficili da vedere, da toccare, da scoprire. Ma dietro quei pazzi che per la società DEVONO essere rinchiusi, permane l'umanità e di fronte a loro è necessario fermarsi, tendere una mano, donare ascolto e comprensione. Intenso!

Racchiuso in una frase:
Abitavo al manicomio. Ero giovane e solo. Conducevo la stessa vita dei matti. La mattina parlavo con loro, il dopopranzo lo stesso. La sera in biblioteca rovistavo tra pagine recenti e antiche. Sopra di me aleggiava la dittatura. Per consolazione avevo la psichiatria. Rumina e rimugina, dona l'alba della vita, qualche idea giunge, personale convinzione, innocente conquista. Nei trattati di psichiatria di quel tempo con sicumera si proclamava che le malattie mentali si dividevano in due grossi blocchi: "Quelle dell'affetto. Quelle dell'intelletto." Nell'accensione del giovanile furore mi era sorta la sicurezza che non era vero. Le malattie psichiatriche sono quelle dell'intelletto. I sentimenti erano e rimanevano puri, indenni, non viziabili. All'invasione di una malattia mentale i sentimenti si ritirano, come in esilio; se ne vanno in una loro misteriosa e intoccabile isola, pronti a tornare appena l'alterazione mentale si è estinta. (p. 166)

Edizione utilizzata:
Mario TOBINO, Per le antiche scale. Una storia, Mondadori Milano 1972.

Dove trovare il libro:
Può essere ordinato in formato cartaceo nelle maggiori librerie fisiche e nelle librerie online (ibs.it, bookdealer.it, mondadoristore.it)