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sabato 9 agosto 2025

Favucce e zillini di Loris Fabrizi (2022)

La guerra è sempre qualcosa di terribile. La retorica dell'eroismo, della vittoria, della gloria è una retorica che rimane lì, nell'aria, avulsa dalla concretezza dell'esperienza di vita. Favucce e zillini dello scrittore e storico pontino Loris Fabrizi, ci porta in una realtà vera, concreta, nella quale la guerra viene raccontata nel contesto concreto e reale. La storia raccontata nel libro è bera ed è raccontata in prima persona da Marisa, una nonna di 80 anni che con estrema lucidità ricorda la sua vita in tempo di guerra nella città di Cisterna di Latina, territorio pontino al confine con quello romano, e del suo essere sfollata più e più volte, anche a Roma. La paura, la distruzione e la fame, la stessa che costringe a mangiare favucce e zillini, legumi e vermi. Un racconto intenso, vero, essenziale, che narra la realtà dal punto di vista dei veri protagonisti della guerra: le popolazioni civili! Da leggere come monito in questo tempo di riarmo.

Racchiuso in una frase:
Troppe n'ha passate, forse s'era consumata ancora prima di cominciare a camminare. La guerra, pure che a noi c'aveva fatto la grazia di lasciarci vivi, quello che aveva visto, se l'era portata via, come i soldati che facevano i rastrellamenti per una rappresaglia. Qualcuno aveva ammazzato qualcun altro e lei se l'erano portata via pure se non aveva fatto niente. Non era modo di morire quello. Per noi che ci siamo morti di freddo, di puzza nelle grotte, che siamo scampati ai bombardamenti, che ci siamo mangiati pure favucce e zillini. Non era modo di morire quello, per noi che eravamo sopravvissuti. Però in guerra ci muoiono tutti, anche chi non finisce ammazzato. (p. 112)

Edizione utilizzata:
Loris FABRIZI, Favucce e zillini. La guerra a Cisterna di Latina. Storia di una famiglia, Atlantide, Latina 2022.

Dove trovare il libro:
Può essere ordinato in formato cartaceo nelle maggiori librerie fisiche e nelle librerie online (ibs.it, bookdealer.it, libreriauniversitaria.it)

domenica 23 marzo 2025

L'essenza della pace di Eberhard Jüngel (1983)

Affrontare il tema della pace è sempre qualcosa di complesso. L'uomo, appena ha consapevolezza, comincia a pensare al mondo come ad una proprietà e questo porta inevitabilmente a concepire il concetto di conflitto. Per analogia, e per cultura, siamo abituati ad associare il concetto di pace a quello di guerra, come se fossero due facce della stessa medaglia. Ma cosa è pace? Eberhard Jüngel entra in questa riflessione con il suo breve, ma intenso, testo dal titolo L'essenza della pace. Il teologo luterano, partendo dalla concezione romana del si vis pacem para bellum e passando attraverso Hobbes e Kant, ci mostra come nell'uomo sia radicato in profondità il concetto di pace contro guerra. Jüngel, però, prova a cambiare prospettiva partendo dal discorso biblico sulla pace che concepisce l'uomo come essere razionale. La trasformazione tra il tu devi kantiano in un modo indicativo è la prospettiva indicata da Jüngel, concependo l'uomo come quell'essere di pace quale egli è. Difficile, intenso ma molto edificante!

Racchiuso in una frase: 
La fede cristiana ha una concezione particolare del tipo di uomo che deve essere colui che non soltanto ha bisogno della pace, ma che deve esserne anche capace. Elaborare là concezione teologica dell'uomo capace di pace: questa è la meta delle seguenti riflessioni che potrebbero così rappresentare, a loro volta, un passo: per l'appunto un passo teologico sulla strada verso la pace. (p. 13)

Edizione utilizzata:
Eberhard JÜNGEL, L'essenza della pace. Un'antropologia teologica, Morcelliana, Lavis (TN) 2022.

Dove trovare il libro:
Può essere ordinato in formato cartaceo nelle maggiori librerie fisiche e nelle librerie online (ibs.it, bookdealer.it, mondadoristore.it)

domenica 23 giugno 2024

Violenza e nonviolenza nella tradizione ebraico-cristiana di Piero Capelli, Paolo Naso e Letizia Pellegrini (2021)

Spesso quando si pensa alle religioni, soprattutto se si parla delle religioni monoteiste, si imputa a queste una violenza insita, che pregiudicherebbe un vero messaggio di pace. Ma è proprio così? Partendo da uno scritto del biblista Pietro Lombardini scritto nel 1993 dal titolo I fondamenti biblici della nonviolenza, alcuni docenti e teologi nel 2021 hanno cercato di riflettere su questi temi. In Violenza e non violenza nella tradizione ebraico-cristiana si raccolgono vari interventi, oltre al succitato di Lombardini, che affrontano la tematica da vari punti di vista. Piero Capelli si concentra sul tema della violenza nell'Antico Testamento. Letizia Pellegrini fa un excursus storico della violenza nella storia della Chiesa, dalle origini ai giorni nostri. Paolo Naso ci da una chiave di lettura politologico-sociologica del fenomeno della violenza religiosa oggi. Un testo molto interessante che approfondisce una tematica purtroppo sempre attuale. Con la consapevolezza che il Dio ebraico-cristiano è un Dio di relazione, che vuole evitare il male. Interessante!

Racchiuso in una frase:
Nei decreti sinodali di Gregorio VII scompare il tradizionale divieto per i chierici di portare le armi; i documenti da lui emessi sono tessuti di immagini, citazioni e metafore bellico-militari desunte dall'Antico Testamento: l'autorità della Chiesa è il gladio. La militia Christi metaforica, cioè originariamente contrapposta - in quanto militia spirituale - alla militia saecularis, diviene invece letteralmente militarizzata. È così che, sul piano teologico e canonistico, si pongono le premesse affinché sia attribuito al miles Christi uno statuto che sembrerebbe incarnare la sua antitesi: quello del martire. Chi si reca in terrasanta o combatte in Europa morendo in battaglia conquista la palma del martirio e, come i martiri, guadagna ipso facto il paradiso. Dall'XI secolo la ri-funzionalizzazione del martire, testimone della fede, e del suo stesso statuto soteriologico passano dunque attraverso la cristianizzazione della violenza più che attraverso la riqualificazione cristiana della pace. (p. 69)

Edizione utilizzata:
Piero CAPELLI Paolo NASO Letizia PELLEGRINI, Violenza e non violenza nella tradizione ebraico-cristiana. A cura di Brunetto Salvarani. Con un saggio inedito di Pietro Lombardini, EDB, Bologna 2021.

Dove trovare il libro:
Può essere ordinato in formato cartaceo nelle maggiori librerie fisiche e anche in formato elettronico nelle librerie online (ibs.it, bookdealer.it, mondadoristore.it)

venerdì 5 aprile 2024

Verso Gerusalemme di Carlo Maria Martini (2002)

Gerusalemme, centro e desiderio delle tre grandi religioni monoteiste. Gerusalemme, città verso la quale Gesù si è diretto in pellegrinaggio. Gerusalemme, città nella quale è nata la prima chiesa e dalla quale gli Apostoli sono partiti verso tutto il mondo. Verso Gerusalemme è una raccolta di interventi di uno dei più importanti Vescovi del '900, Carlo Maria Martini, che ha come obiettivo il raggiungimento di quella Gerusalemme celeste alla quale tutti i credenti aspirano, senza dimenticare la Gerusalemme terrestre. Il testo è diviso in quattro unità tematiche: verso Gerusalemme in pellegrinaggio; storia, mistero, profezia di Gerusalemme; rapporto ebrei-cristiani; speranza di pace per Gerusalemme. Un testo intenso, da leggere e meditare, colmo di spunti per credenti e non, che porta chiunque, sia chi a Gerusalemme c'è stato che chi non ne ha mai avuto la possibilità di andarci, verso una meta davvero fuori dal comune. Martini è stato un grandissimo del '900 e continua a vivere attraverso i suoi scritti. Da leggere!

Racchiuso in una frase:
Vorrei aggiungere che non ha molto valore dire queste cose finché non siamo, come Giobbe, toccati nella carne. È diverso riflettere a tavolino sulle disgrazie dell'umanità dal viverle noi. Quando una persona dice: "Non so perché vado avanti, ma so che vado", significa che si affida, che ha fede. Non c'è un ragionamento su cui appoggiare il mio cammino; procedo perché Qualcuno mi è vicino, in particolare se mi trovo nel buio, nell'oscurità, nella tempesta, nell'aridità spirituale o mentale. Così la fede acquista nitidezza e non è più circondata da satelliti che ne velano la forza e l'incisività. (pp. 160-161)

Edizione utilizzata:
Carlo Maria MARTINI, Verso Gerusalemme, Feltrinelli, Milano 2012.

Dove trovare il libro:
Può essere ordinato in formato cartaceo nelle maggiori librerie fisiche e anche in formato elettronico nelle librerie online (ibs.it, bookdealer.it, mondadoristore.it)

sabato 26 marzo 2022

Lettere contro la guerra di Tiziano Terzani (2002)

11 settembre 2001: due aerei di linea si schiantano contro le Torri Gemelle di New York dando vita a uno tsunami che rivoluzionerà la storia dei primi decenni del XXI secolo. Tiziano Terzani è uno degli osservatori più acuti e interessanti dell'epoca e, pochi mesi dopo questo tragico evento, pubblica un epistolario destinato a diventare un punto di riferimento sul tema: "Lettere contro la guerra". La raccolta comprende sette lettere scritte tra il 14 settembre 2001 e il 17 gennaio 2002: una sorta di viaggio pacifista tra Peshawar, Quetta, Kabul ma anche Firenze, Orsigna fino in cima  all'Himalaya. Il grande giornalista e viaggiatore toscano racconta della guerra e dei suoi orrori, di come ha visto con i suoi occhi nascere i talebani. La narrazione, però, non si ferma alla descrizione del male che la guerra porta con sé ma è colmo di proposte per una pace vera, duratura, nuova. Un libro che compie vent'anni ma che è totalmente attuale.


Se fosse un cibo:
Riso pilaf cotto al forno: semplice, leggero, un piatto da consumare in compagnia, che abbraccia tutte le culture del mondo.

Racchiuso in una frase:
Eppure l'Afghanistan ci perseguiterà perché è la cartina di tornasole della nostra immoralità, delle nostre pretese di civiltà, della nostra incapacità di capire che la violenza genera solo violenza e che solo una forza di pace e non la forza delle armi può risolvere il problema che ci sta dinanzi. (p. 73)

Edizione utilizzata:
Tiziano TERZANI, Lettere contro la guerra, Longanesi, Milano 2002.

Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile, sia in versione cartacea che elettronica, sui siti delle maggiori librerie online italiane (ibs.it, mondadoristore.it, unilibro.it).

sabato 16 maggio 2020

Buskashì di Gino Strada

11 settembre 2001: l'attacco alle Torri Gemelle è nella mente e nella memoria di tutti. Subito dopo, gli Stati Uniti cominciano a preparare una guerra contro i talebani afghani, accusati di aver compiuto l'attentato. Due giorni prima degli attacchi in America, il 9 settembre 2001, l'uccisione del leader afghano Ahmad Shah Massud aveva scatenato una crisi che la guerra avrebbe reso ancora più drammatica. Gino Strada, fondatore di Emergency, un'organizzazione non governativa che si occupa di portare aiuto sanitario nei luoghi colpiti dalle guerre nel mondo, nel suo "Buskashì" racconta il viaggio compiuto per entrare in Afghanistan. Il titolo del libro è il nome di un gioco tipico afghano, in cui due squadre si contendono la carcassa di una capra. Un testo intenso, che mostra la passione di uno dei personaggi più importanti nel panorama della cooperazione italiana. Un racconto che spiega dal di dentro come i grandi della terra possano giocare sulla pelle di un popolo. Per stomaci forti.

Giudizio personale: consigliato

Se fosse cibo:
Kabuli Pulao: piatto di riso al vapore con carote caramellate, uvetta e carne di agnello, aromatizzati da un mix di spezie e mandorle.

Racchiuso in una frase:

È lui, Platone, ad attribuire al sofista Trasimaco la seguente frase: "Il giusto altro non è che l'utile del più forte". È stata scritta venticinque secoli fa. Se capisco bene, Trasimaco vuol dire che tutto quello che viene presentato come assoluto, il "giusto" - ma potrebbe essere anche la "verità", o la "libertà", o la "democrazia" - non è poi quella cosa certa, perfetta, immutabile, indiscutibile. [...] Che cosa c'entra con la guerra? Molto. Perché è proprio il negare l'evidenza di Trasimaco - nascondendo a tutti i costi dietro sommi principi e parole roboanti il fatto che stiamo solo facendo il nostro interesse - che ci fa poi sentire portatori della verità, depositari dell'assoluto, paladini del bene, giudici supremi, baluardi della civiltà, gendarmi del mondo. (p. 66)


Edizione utilizzata:
Gino STRADA, Buskashì, Feltrinelli, Milano 2006

Dove trovare il libro:
E’ facilmente reperibile nelle maggiori librerie online italiane (ibs.it, mondadoristore.it, hoepli.it) sia in ebook sia in cartaceo e nelle bancarelle online dell'usato come comprovendolibri.it e abebooks.it.

Articolo pubblicato su ilmegafono.eu

lunedì 27 aprile 2020

Mr Lars sognatore d'armi di Philip K. Dick

In un mondo diviso, in cui l'equilibrio è dato dalla grandezza e dalla potenza distruttiva delle armi di uno Stato rispetto agli altri stati, quello di Mr. Lars è un lavoro fondamentale: inventare nuove armi. Il modus operandi di questo strano inventore è singolare: va in trans e in quei momenti riesce a ideare e disegnare armi sempre più distruttive. Le cose vanno avanti in questo modo finché una misteriosa minaccia esterna alla Terra costringerà tutti gli uomini a unirsi per realizzare l'arma definitiva. "Mr Lars sognatore d'armi" è un romanzo disordinato, pieno di spunti, di colpi di scena e soluzioni narrative strampalate. Un libro che spiega come l'apparenza conti più della sostanza, finché la realtà non entra in scena prepotentemente e solo in quel momento si comprende che l'unica via di salvezza è la solidarietà universale. Un testo intenso, arricchente, come lo sono i romanzi di Dick

Giudizio personale: consigliato
Se fosse cibo:
Un caffè lungo, all'americana, è la bevanda giusta per accompagnare la frase scelta.

Racchiuso in una frase:

Il caffè, inteso come luogo di ristoro, Lars ne era consapevole, era un'istituzione che aveva alle spalle una grande tradizione storica. Quella sola invenzione aveva spazzato via le ragnatele dalla mente degli intellettuali inglesi al tempo di Samuel Johnson, aveva sradicato la nebbia ereditata dalle birrerie del Diciassettesimo secolo. Bevande insidiose come la birra scura, quella chiara, e uno scadente vino bianco avevano provocato - non saggezza, ingegno frizzante, poesia o almeno lucidità politica - ma un risentimento confuso, vicendevole e diffuso, che era degenerato in una religiosità bigotta. [...] Il caffè aveva invertito la tendenza. La Storia aveva preso una nuova svolta decisiva... e tutto per merito di pochi chicchi gelati nella neve che i difensori di Vienna avevano scoperto dopo la ritirata dei Turchi. (p. 54)

Edizione utilizzata:
Philip K. DICK, Mr Lars sognatore d'armi, Fanucci, Roma 2012

Dove trovare il libro:
E’ facilmente reperibile nelle maggiori librerie sia fisiche che online (ibs.it, mondadoristore.it, hoepli.it) nelle bancarelle online dell'usato (www.comprovendolibri.it, www.abebooks.it)

Articolo pubblicato su ilmegafono.eu

giovedì 14 novembre 2019

Tu non uccidere di Primo Mazzolari

La copertina dell'edizione da me utilizzata ha già il sunto perfetto: "Chi pensa di difendere la libertà con la guerra si troverà con un mondo senza libertà". É il 1950 e un gruppo di giovani cattolici "Ne' fascisti, ne' comunisti, ne' democristiani ma cristiani, democratici, italiani." scrivono alla rivista "Adesso", fondata da don Primo, per chiedere se è giusto fare la guerra. Don Primo allarga la riflessione sul rispetto dell'altro fino a ri-stringerla sul tema guerra per affermare, Bibbia alla mano, che la guerra è peccato. Un testo molto coraggioso, scritto in un'epoca dove la stessa Chiesa appoggiava certi tipi di guerre, compresa quella al comunismo. Un testo lucido, attuale ancora oggi, che è stato anche messo all'Indice per le sue posizioni. Lo stesso don Primo, nella prima edizione, non indicò l'autore per evitare problemi. Una pietra miliare del pacifismo cattolico. Usando le parole di don Primo: per fare la pace bisogna preparare la pace!

Giudizio personale: imperdibile

Se fosse cibo: 
Un buon torrone: duro fuori, come la verità, ma dolce dentro perché la verità rende liberi!


Racchiuso in una frase: 

La non-violenza è la cosa più nuova e la più antica; la più tradizionale e la più sovversiva; la più santa e la più umile; la più sottile e difficile e la più semplice, la più dolce e la più esigente; la più audace e la più savia, la più profonda e la più ingenua. Concilia i contrari nel principio; e perciò riconcilia gli uomini nella pratica. (p. 84)

Edizione utilizzata: 
Primo MAZZOLARI, Tu non uccidere, San Paolo, Cinisello Balsamo 1991

Dove trovare il libro: 
E' facilmente reperibile sui maggiori e-commerce italiani (mondadoristore.it, ibs.it, lafeltrinelli.it)

sabato 13 luglio 2019

Comma 22 di Joseph Heller

Tra i lettori assidui (e non), vi è la comune opinione che i libri siano sempre migliori di film e serie televisive ad essi ispirati. In questo caso, è stato un telefilm a ricordarmi di avere nella mia libreria da undici anni una perla mai svelata. Catch 22, serie prodotta da George Clooney, mi ha indotto a prendere in mano e finalmente leggere "Comma 22" di Joseph Heller. L'ho trovato un romanzo sicuramente (e volutamente) disordinato, ma di una vitalità e di un realismo eccezionali. Il protagonista è Yossarian, aviatore americano di stanza sull'isola tirrenica di Pianosa durante la Seconda muerra Mondiale che, rendendosi conto dell'assurdità della guerra, fa di tutto per tornare a casa. Il testo è ricco di personaggi assurdi e situazioni al limite del grottesco, in cui guerra e morte fagocitano le vite della meglio gioventù e in cui solo il capitalismo del contrabbando mette d'accordo i nemici. La serie televisiva riprende in maniera egregia l'ambientazione del libro: diversa ma complementare, vista in parallelo alla lettura, dona sicuramente valore a un testo considerato un classico della letteratura statunitense.

Giudizio personale: imperdibile

Se fosse cibo:
Roma è in questo romanzo la via di fuga, quindi una buona amatriciana per scappare dalla quotidianità!

Racchiuso in una frase:

"Apri gli occhi, Clevinger. Per uno che sia morto, non ha la minima importanza chi abbia vinto la guerra." Clevinger rimase per un momento come uno che fosse stato schiaffeggiato. "Congratulazioni!" esclamò amaramente, e la linea attorno alle sue labbra, di un pallido color latte, si strinse in un anello compresso e senza sangue. "Non credo che ci sia un atteggiamento che possa sicuramente ispirare più grande conforto al nemico" "Il nemico," ritorse Yossarian con calcolata precisione, "sono tutti coloro che cercano di farti morire, non importa da quale parte si trovino, e fra essi c'è senza dubbio il colonnello Catchcart. Non dimenticartelo, perché quanto più a lungo ti ricordi di ciò, tanto più a lungo riuscirai a restare vivo." Ma Clevinger se ne dimenticò, e adesso era morto".  (p. 131)

Edizione utilizzata:
Joseph HELLER, Comma 22, Bompiani, Milano 2007.

Dove trovare il libro:
E’ facilmente reperibile in tutte le librerie, sui siti dei maggiori e-commerce italiani (lafeltrinelli.it, mondadoristore.it, ibs.it) e nelle bancarelle online dell'usato (www.comprovendolibri.it, www.abebooks.it).

Articolo pubblicato su ilmegafono.eu

sabato 11 maggio 2019

8/15 La rinvolta del caporale Asch di Hans H. Kirst

Troppo spesso si immagina il periodo del nazismo in Germania come se l'intera nazione fosse asservita alla politica e alla propaganda. Come sempre, invece, la verità è molto più sfumata. Kirst ci racconta della vita in una caserma tra la Prima e la Seconda guerra mondiale. Il nazismo è sullo sfondo e tocca poco la storia, ma al tempo stesso rappresenta uno scenario di cui tenere conto. La realtà della caserma è fatta di regole e in essa tutto "deve" funzionare, non importa come. In una storia fatta di personaggi che pagina dopo pagina appaiono e scompaiono, emerge la figura del caporale Asch: di indole ribelle, decide, dopo il quasi suicidio del suo più caro amico, di rivoltarsi contro l'ordine costituito, di lottare perché tutti possano essere considerati come persone e non in base al loro grado. La rivolta di Asch non riguarda solo il sistema militare, ma diventa simbolo di una lotta più ampia contro uno "status quo" che vuole la società divisa in caste ed élite. Un romanzo che fa riflettere ancora oggi.

Giudizio personale: consigliato

Se fosse cibo:
Trota à la meunière con patate, piatto tipico dell'altica tradizione tedesca, composto da una trota al vapore con burro e contorno di patate.

Racchiuso in una frase:
Tu hai la mania dell'eroismo, cara sorella. Il tuo cervellino considera onore semplicemente quello che viene dichiarato onore da chi comanda. Tu confondi capo con capobanda. Chi è arrivato al potere, in qualsiasi modo ci sia arrivato, ai tuoi occhi è un eletto da Dio. Chiunque indossi un'uniforme è un onorato difensore della patria. E chi è in prigione, secondo te non può essere altro che un farabutto, mentre chi viaggia in Mercedes è un grand'uomo. Vai a quel paese! (p. 272)

Edizione utilizzata:
Hans H. KIRST, 8/15. La rivolta del caporale Asch, B.C. Dalai, Milano 2010

Dove trovare il libro:
E’ facilmente ordinabile in tutte le librerie e sui siti dei maggiori e-commerce italiani (lafeltrinelli.it, ibs.it, mondadoristore.it) e nelle bancarelle online dell’usato (www.comprovendolibri.it, www.abebooks.it).


Recensione pubblicata su ilmegafono.eu

domenica 23 luglio 2017

Le nostre lacrime hanno lo stesso colore di Bushra Awad e Robi Damelin

Un Paese in guerra dal 1948, dove attentati, occupazioni, sparatorie e morti non si contano. Una terra simbolo del fallimento della diplomazia può avere al suo interno anche spazi di pace e di dialogo? Bushra e Robi ci dicono di sì e il titolo del libro è il manifesto del loro messaggio: "Le nostre lacrime hanno lo stesso colore". In questo testo, la giornalista francese Anne Guion ha raccolto la testimonianza di molti israeliani e palestinesi che insieme fanno parte dell'associazione Parents Circle Family Forum (PCFF). I protagonisti delle storie sono accomunati dall'aver vissuto il lutto per la morte di un familiare, ucciso per mano omicida e terroristica. Dal dolore che la guerra porta, dai morti provocati dall'esercito israeliano che opprime il popolo palestinese o dai terroristi palestinesi che colpiscono civili e militari, può scaturire la fiducia per un futuro nuovo, in cui il dialogo e la riconciliazione (o, la cosiddetta "resilienza") sono alla base di un'opera di disinnesco della bomba che ha ucciso e continua a uccidere in una terra martoriata. Un libro forte, con alcuni passaggi difficili, ma che ci insegna come dal dolore può nascere la speranza!

Se fosse cibo:
Shakshuka: piatto arabo/israeliano a base di uova cotte in un tegame con cipolla, aglio, pomodori, pepe nero, spezie varie e a volte anche verdure. Complesso come la terra di cui parla il libro, ma al tempo stesso gustoso.

Racchiuso in una frase:
[...] con gli israeliani, vittime supreme per le quali gli occidentali provano un confuso senso di colpa, i palestinesi non possono entrare in competizione. [...] [i palestinesi] sono come paralizzati nel ruolo di vittima, grazie anche a leader che approfittano della situazione: un quarto del budget dell'Autorità Palestinese proviene da aiuti internazionali. Come costruire un vero progetto nazionale in condizioni del genere? La situazione è ben riassunta da Bassam Aramin: "I palestinesi sono vittime del fatto di essere vittime". (p. 99)


Edizione utilizzata:
Bushra AWAD - Robi DAMELIN, Le nostre lacrime hanno lo stesso colore, ETS, Milano 2017.

Dove trovare il libro:
In tutte le librerie, online sui principali siti dove si possono acquistare libri (lafeltrinelli.it, amazon.it, ibs.it) e sul sito della casa editrice edizioniterrasanta.it

(articolo apparso su ilmegafono.eu)

sabato 13 ottobre 2012

Nobel all'Unione Europea - Mi piace vederla così

Oggi non scriverò molto... magari una volta lo farò ma non oggi.

Ho pensato alle motivazioni e questo bel video dell'Unione riassume la situazione.




Ho pensato: chi si sarebbe meritato il nobel? Beh io credo che, tra i padri europeisti, forse Jean Monnet