sabato 20 gennaio 2024

La scelta di Sophie di William Styron (1979)


A volte nella soffitta della nonna si trovano piccoli terosri. In questo caso il tesoro nascosto è davvero grande. Scartato nelle varie cernite, forse condizionati dalla copertina che nell'edizione da me posseduta ricorda un harmony, La scelta di Sophie è uno di quei romanzi totali che tutti dovremmo leggere. E non solo per godere ed apprezzare la prosa di William Styron, autore a me sconosciuto ma talmente abile da farmi desiderare la lettura di altre sue opere, ma anche per riflettere su un dramma che pur sembrando circoscritta ad un'epoca, risulta ancora attuale. La trama: Stingo è un giovane scrittore del sud che si trasferisce a New York. Un'improvvisa eredità gli da la possibilità di lasciare il suo lavoro per scrivere il suo romanzo d'esordio. Conosce Nathan Landau, ebreo newyorkese e Sophie Zawitowska, polacca ex internata ad Auschwitz, una coppia che gli cambierà la vita. Una storia intensa, una prosa densa di citazioni e di colpi di scena, 620 pagine che non deluderanno un attento e appassionato lettore. Perché la morte creata dal nazismo non è finita con la chiusura di Auschwitz ma continua ad avvelenare il mondo. Imperdibile!

Racchiuso in una frase:

La gente si comportava in tanti modi diversi nel campo, chi in maniera vile e egoista, chi con coraggio e splendidamente - non c'erano regole. No. Ma Auschwitz, Stingo, era un luogo talmente atroce, incredibilmente atroce, che non era possibile sostenere che una persona avrebbe dovuto fare una certa cosa con gentilezza o nobiltà, come nel mondo esterno. Se avesse fatto una cosa nobile, avresti potuto ammirarla come in qualsiasi altro luogo, ma i nazisti erano assassini e quando non ammazzavano trasformavano la gente in animali malati, e quindi se ciò che uno faceva non era tanto nobile, o era addirittura bestiale, tu dovevi capirlo, potevi odiarli forse ma contemporaneamente averne pietà, perché sapevi quanto era facile anche per te comportarti come un animale.

Edizione utilizzata: 
William STYRON, La scelta di Sophie, Club degli editori, Milano 1980.

Dove trovare il libro:
Può essere ordinato in formato cartaceo nelle maggiori librerie fisiche e anche in formato elettronico nelle librerie online (ibs.it, bookdealer.it, mondadoristore.it)

giovedì 21 dicembre 2023

Dopo il botto di Zerocalcare (2023)

Non nascondo la mia passione per Michele Rech, fumettista romano conosciuto come Zerocalcare. Seguo da 10 anni le sue opere e ho modo di conoscere la sua vita artistica e il suo pensiero. Tra la fine del 2022 e l'inizio del 2023 a Milano, alla Fabbrica del Vapore si è tenuta una mostra dal titolo Dopo il botto. Da quell'evento ne è nato un catalogo pubblicato da BAO che raccoglie tutti i contributi della mostra milanese. È un buon modo per immergersi nel calcare-verse e in un lavoro artistico fatto non solo di fumetti e storie ma anche di impegno politico e sociale. Si può anche apprezzare l'evoluzione grafica di Zerocalcare e come piano piano anche la sua narrativa si sia evoluta rendendolo il fumettista più importante d'Italia, da 150.000 copie di tiratura per ogni suo libro. Un testo per appassionati del genere e dell'autore.

Racchiuso in una frase:
Il disegno è strumento narrativo che indaga e disvela la ricerca della verità intima e politica del personaggio autobiografico. L'artista, autore, disegnatore e sceneggiatore, si avvale del fumetto per raccontare luoghi e situazioni spinose di politica internazionale; la sua lettura del presente è una lettura critica che lega il racconto di sé al destino del mondo.

Edizione utilizzata:
ZEROCALCARE, Dopo il botto, BAO, Milano 2023.

Dove trovare il libro:
Può essere ordinato in formato cartaceo nelle maggiori librerie fisiche e anche in formato elettronico nelle librerie online (ibs.it, bookdealer.it, mondadoristore.it)

Animation Art Book di Zerocalcare (2023)

Zerocalcare è ormai da più di 10 anni un punto di riferimento per la cultura del fumetto in Italia. Le sue storie hanno colto quel bisogno che una ha generazione intera, quella dei quarantenni, di esser raccontata coi suoi dubbi, le sue incertezze, i suoi bisogni. Un altro filone narrativo è quello del giornalismo grafico che ha portato l'autore di Rebibbia in Kurdistan. Il grande successo editoriale ha spinto il colosso statunitense Netflix a puntare su una realtà italiana, la Movimenti production, per produrre due serie: Strappare lungo i bordi del 2021 e Questo mondo non mi renderà cattivo del 2023. L'Animation Book ripercorre la trada che ha portato Michele Rech dai primi video amatoriali fatti in casa durante la quarantena fino al successo globale di una animazione davvero fatta bene. È stato un percorso lungo e complesso, che ha richiesto tempo e professionalità e questo libro ne ripercorre tutte le tappe. Per appassionati di animazione e per fan di Zerocalcare.

Racchiuso in una frase:

Questo mondo è un prodotto tecnicamente più maturo di Strappare lungo i bordi. In che modo hai capitalizzato sulle cose apprese con il primo progetto, per assicurarti che il secondo fosse ancora più bello?
L'animazione è artigianato di eccellenza. Più ci lavori, più alzi l'asticella tecnica ed espressiva. Aver settato il mondo, l'arena, l'artwork e le linee guida dello "Zeroverse" nella produzione di SLIB ci ha permesso di concentrarci sulla storia, sui personaggi sempre più caratterizzati e sul respiro del racconto. Abbiamo sostituito all'apnea un respiro a tratti leggero, a tratti affannoso e affaticato, ma spero sempre molto sincero e vero. (p. 17)

Edizione utilizzata:
ZEROCALCARE, Animation Art Book, BAO, Milano 2023.

Dove trovare il libro:
Può essere ordinato in formato cartaceo nelle maggiori librerie fisiche e anche in formato elettronico nelle librerie online (ibs.it, bookdealer.it, mondadoristore.it)

Il Giornalismo a Fumetti di Carlo Gubitosa (2018)

La mia ricerca personale sul linguaggio del fumetto, dalle sue origini sino alle forme che ha assunto negli ultimi anni, mi ha fatto approdare a questo interessante saggio di Carlo Gubitosa dal titolo Il Giornalismo a Fumetti. Partendo da una analisi del linguaggio grafico e dalla storia della genesi dello stesso, soprattutto negli Stati Uniti, il giornalista e fumettista tarantino ci porta per mano in un viaggio che non solamente parla di giornalismo e fumetti ma che ne mostra il dietro le quinte. Nella commistione tra giornalismo e fumetto non solo il fumetto diventa una maniera di raccontare un fatto alla maniera giornalistica ma lo stesso linguaggio giornalistico trova nuova linfa e nuova vita nel fumetto, un modo di raccontare che va oltre ciò che si vede. Gubitosa ci porta anche oltre proponendo nuovi modelli editoriali e mostrando passo passo come si costruisce una scieneggiatuta di una intervista-fumetto. Molto interessante!

Racchiuso in una frase:
Il risultato è che il giornalismo a fumetti nostrano, mancando il respiro e l'ambizione di un mandato pieno a svolgere attività giornalistica, è costretto ad essere desk più che investigativo. Senza la volontà attiva dei protagonisti del giornalismo, il fumetto rischia dunque di mancare un salto: da opportunità innovativa ad autentica risorsa per l'infor-mazione. Intorno a questa sfida, così come intorno alle sue titubanze, si giocherà il futuro nostrano del graphic journalism. (p. 15)

Edizione utilizzata:
Carlo GUBITOSA, Il Giornalismo a fumetti - raccontare il mondo col linguaggio della nona arte, NPE, Eboli (SA) 2018.

Dove trovare il libro:
Può essere ordinato in formato cartaceo nelle maggiori librerie fisiche e nelle librerie online (ibs.it, bookdealer.it, mondadoristore.it)

venerdì 15 dicembre 2023

Graphic novel. Il fumetto spiegato a mio padre di Nicola Andreani (2014)

Come ho spesso fatto notare, in Italia l'arte del fumetto soffre di un pregiudizio col quale la si colloca unicamente nella fascia dei bambini. Fenomeni culturali come Zerocalcare hanno riportato in auge questo genere di narrativa nel Bel Paese, cambiando anche la fisionomia degli scaffali delle librerie. Per dare una infarinatura a chi questo genere non lo conosce per nulla, Nicola Andreani ha scritto il saggio Graphic novel. Il fumetto spiegato a mio padre. Partendo dalla descrizione delle peculiarità narrative del fumetto, Andreani ci accompagna in un viaggio in giro per il mondo mostrando la pluralità e la ricchezza di questa forma narrativa. Si va dall'Argentina di Oesterheld, passando per l'Italia di Micheluzzi, sostando nel mondo francofono di Bilal senza dimenticare l'underground statunitense e i manga giapponesi. Pur essendo un po' datato e, per la sua forma, volutamente limitato, questo saggio è un ottimo inizio per un approccio ad una narrativa senza confini. Consigliato!

Racchiuso in una frase: 
se ne è parlato tanto, troppo e spesso a sproposito e il parlarne sulla base di supposizioni e approssimazioni, in particolare importate dal pensiero nordamericano, ha innescato una serie di modi di attribuzione che si sono rivelati quantomai approssimativi e fuorvianti. Nel contenitore graphic novel sono state appunto incluse opere che, anche se degne di nota perché mature e complesse o artisticamente valide, non fanno parte di questo genere narrativo. Certo, è giustificabile che nel mondo del fumetto ci sia stato il bisogno di parlarne, sia per la rilevanza del fenomeno, sia per una sorta di riscatto intellettuale verso tutte quelle critiche che avevano escluso a priori il fumetto come forma d'espressione artistica e linguaggio in grado di esprimersi in ogni direzione. (p.13)

Edizione utilizzata:
Nicola ANDREANI, Graphic novel. Il fumetto spiegato a mio padre, NPE, Eboli (SA) 2017.

Dove trovare il libro:
Può essere ordinato in formato cartaceo nelle maggiori librerie fisiche e nelle librerie online (unilibro.it, libreriauniversitaria.it, mondadoristore.it)

martedì 28 novembre 2023

Le origini del fumetto di Thierry Smolderen (2009)

Quando si parla di fumetto la maggior parte delle persone associa questa forma di narrazione ai bambini. A volte non la si considera nemmeno una vera e propria forma di narrazione quanto solo alcuni segni combinati a delle parole. Thierry Smolderen, sceneggiatore di fumetti belga, nel 2009 pubblica questo saggio dal titolo Le origini del fumetto - da William Hogarth a Winsor McCay. Nel sottotitolo si trova la chiave di lettura di questo saggio: Smolderen porta per mano il lettore alla scoperta delle origini dell'arte che è alla base del fumetto. Si scoprirà, con meraviglia, quanto la comunicazione e l'arte siano strettamente connesse al racconto della cosiddetta nona arte e come questa sia non solo una forma di narrazione completa ma come essa sia stata fondamentale nel concepire tutto ciò che arriverà successivamente. Un gran bel testo, consigliato non solo per gli appassionati di fumetti ma anche per chi ama l'arte e la letteratura. Illuminante.


Racchiuso in una frase:
The Yellow Kid and His New Photograph non era stato pensato per inaugurare un nuovo genere; era solo un fumetto geniale indipendente. Negli anni che seguirono, tuttavia, il successo commerciale del fonografo giocò in favore dell'adozione del balloon a scapito dell'antica etichetta. Poiché il pubblico era abituato alla macchina parlante, la sua capacità di ripetere meccanicamente le immagini sonore sostituì rapidamente la sua concezione iniziale di dispositivo il cui scopo era di trasmettere le citazioni autorizzate direttamente dalla voce dell'autore. Il paragone di Outcault con il balloon del pappagallo fu motivato sempre di più dal modo in cui il pubblico utilizzava la macchina di Edison. Infatti, anche la forma dell'altoparlante del giradischi e i microfoni di registrazione rammentavano una versione stilizzata del balloon e la sua coda. L'antica metafora dell'etichetta come pergamena scritta non poteva resistere a lungo a questa potente associazione. (p. 148)


Edizione utilizzata:
Thierry SMOLDEREN, Le origini del fumetto. Da Williamo Hogarth a Windsor McCay, NPE, Eboli (SA) 2021.

Dove trovare il libro:
Può essere ordinato in formato cartaceo nelle maggiori librerie fisiche e nelle librerie online (ibs.it, bookdealer.it, mondadoristore.it)

venerdì 10 novembre 2023

Fantascienza cattolica & metafisica di Pietro Calore (2023)

La teologia per secoli ha vissuto il rapporto con il resto dello scibile umao come in una perenne contrapposizione: fa una parte c'era la Verità e dall'altra tutto ciò che era fatuo. Da poco più di un secolo il mondo cattolico ha cominciato ad ammormidire questa posizione trovandosi a dialogare non solo con le scienze ma anche con la letteratura. Abbiamo i vari Tolkien e Lewis che riescono a coniugare fantasy e cristianesimo. I racconti contenuti in Fantascienza cattolica e metafisica abbiamo anche qualcosa di Asimov e di Dick e l'autore, Pietro Calore, riesce nes suo intento di portarci in altri mondi pur rimanendo ancorato saldamente al nostro. Con la letteratura si riesce a divulgare alcuni concetti che altrimenti risulterebbero ostici ai più. Un libro molto interessante, scritto bene, frutto di un crowfunding. Per gli appassionati di teologia ma anche per gli appassionati di fantascienza.

Racchiuso in una frase:
«Sì forse sì ma sai Samuel.. Noi esseri umani siamo fatti così, anche quando sappiamo le cose con la testa... per il cuore non cambia niente. Sai come la penso: da quasi mezzo secolo, grazie a Parisi, tutti sappiamo che l'universo è eterno, che non esiste il passato e il futuro, che la morte, la nascita sono... illusioni ma... per nessuno è cambiato nulla, le gioie, le sofferenze, sono sempre quelle. Anche la nostra dannata arroganza di essere qualcosa di diverso dal resto dell'universo e di poterlo dominare a nostro piacimento è rimasta inalterata... guarda Hannah... Quando abbiamo visto comparire suo padre morto, poco prima dello scontro dei fasci, avrebbe dovuto de-sistere... avrebbe dovuto capire che non c'era niente da fare, che sarebbe finita così! E invece no! Doveva andare "fino in fondo!" come dice sempre lei...» (p. 171)

Edizione utilizzata:
Pietro CALORE, Fantascienza cattolica & metafisica, Tau, Todi (PG) 2023.

Dove trovare il libro:
Può essere ordinato in formato cartaceo nelle maggiori librerie fisiche e nelle librerie online (ibs.it, bookdealer.it, mondadoristore.it)