La copertina dell'edizione da me utilizzata ha già il sunto perfetto: "Chi pensa di difendere la libertà con la guerra si troverà con un mondo senza libertà". É il 1950 e un gruppo di giovani cattolici "Ne' fascisti, ne' comunisti, ne' democristiani ma cristiani, democratici, italiani." scrivono alla rivista "Adesso", fondata da don Primo, per chiedere se è giusto fare la guerra. Don Primo allarga la riflessione sul rispetto dell'altro fino a ri-stringerla sul tema guerra per affermare, Bibbia alla mano, che la guerra è peccato. Un testo molto coraggioso, scritto in un'epoca dove la stessa Chiesa appoggiava certi tipi di guerre, compresa quella al comunismo. Un testo lucido, attuale ancora oggi, che è stato anche messo all'Indice per le sue posizioni. Lo stesso don Primo, nella prima edizione, non indicò l'autore per evitare problemi. Una pietra miliare del pacifismo cattolico. Usando le parole di don Primo: per fare la pace bisogna preparare la pace!
Giudizio personale: imperdibile
Se fosse cibo:
Un buon torrone: duro fuori, come la verità, ma dolce dentro perché la verità rende liberi!
Racchiuso in una frase:
La non-violenza è la cosa più nuova e la più antica; la più tradizionale e la più sovversiva; la più santa e la più umile; la più sottile e difficile e la più semplice, la più dolce e la più esigente; la più audace e la più savia, la più profonda e la più ingenua. Concilia i contrari nel principio; e perciò riconcilia gli uomini nella pratica. (p. 84)
Edizione utilizzata:
Primo MAZZOLARI, Tu non uccidere, San Paolo, Cinisello Balsamo 1991
Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile sui maggiori e-commerce italiani (mondadoristore.it, ibs.it, lafeltrinelli.it)
Librandoci, perché leggere fa volare i nostri pensieri... Liberandoci perché leggere libera la mente.
giovedì 14 novembre 2019
Tu non uccidere di Primo Mazzolari
Etichette:
cristianesimo,
Diritti Umani,
Dottrina Sociale,
Guerra,
imperdibile,
Libri,
Pace,
Primo Mazzolari,
Recensioni,
saggio,
San Paolo,
Tu non uccidere
domenica 10 novembre 2019
Diario di New York di Peter Kuper
New York è la città simbolo della nostra epoca: scenario di moltissimi
film, al centro della politica mondiale, sede di incontri e di scontri,
luogo dove nascono le mode e in cui tutto può succedere. In questa
raccolta, il fumettista americano Peter Kuper si fa interprete della
Grande Mela rendendola protagonista di un'autobiografia di notevole
impatto. Le pagine di questo piccolo gioiello d'arte rispecchiano
appieno la personalità della città. L'autore utilizza stili molto
diversi e tipologie di racconto variegate. Un ritratto vivo, squillante,
come una passeggiata per le vie di NYC, tra suoni, colori, storie e
tragedie. In uno dei racconti, datato 1990, l'autore prevede una città
governata da Donald Trump, che diventa intollerante e inizia a costruire
muri (!). Un libro del cuore, un libro che mostra New York dal di
dentro. Il cuore della Grande Mela!
Giudizio personale: consigliato
Se fosse cibo:
New York è un hot dog a Central Park!
Giudizio personale: consigliato
Se fosse cibo:
New York è un hot dog a Central Park!
In
quella soffocante notte d'estate, tra la cacofonia del suono dei
clacson dei taxi e delle sirene della polizia, la puzza di alcol
mescolata a quella della spazzatura, sentii per la prima volta quanto
sottile fosse la linea tra la vita e la morte. Questa città riecheggiava
di un milione di storie che si schiudevano contemporaneamente. Era un
luogo dove la mortalità delle persone veniva messa in discussione tutti i
giorni. Capii che avrei voluto trasferirmi a Manhattan non appena fosse
stato possibile! "I want to be a part of it New York, New Yooooork!" (p. 6)
Edizione utilizzata:
Peter KUPER, Diario di New York, Tunué, Latina 2018
Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile sui maggiori e-commerce italiani (mondadoristore.it, ibs.it, lafeltrinelli.it)
Edizione utilizzata:
Peter KUPER, Diario di New York, Tunué, Latina 2018
Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile sui maggiori e-commerce italiani (mondadoristore.it, ibs.it, lafeltrinelli.it)
Articolo pubblicato su ilmegafono.eu
Etichette:
consigliato,
Diario di New York,
fumetti,
Graphic Novel,
Libri,
megafono5rs,
New York,
Peter Kuper,
Recensioni,
rubriche5rs,
Stati Uniti,
Tunué
Anatomy of a sensitive person di Sonno
Ho conosciuto Sonno, alias Michela Rossi, grazie alla raccolta "La
Rabbia", pubblicata da Einaudi nel 2016. Già allora avevo apprezzato
molto lo stile diretto e conciso e la semplice profondità delle sue
riflessioni. La ritrovo oggi in un progetto davvero singolare: "Anatomy
of a sensitive person" è una produzione Fortepressa, una realtà
editoriale legata a un centro sociale di Roma, che non impone un prezzo
di copertina ai propri volumi ma è il cliente che "fa il prezzo". Di
fronte a una simile scommessa, viene da domandarsi: quanto vale l'arte? E
la cultura?
Un'altra peculiarità di questo volume è il formato,
che ricorda molto i tascabili di una volta. L'opera prima di Sonno si
presta a una lettura continuata, on the road, e le dimensioni compatte
aiutano in questo. Nelle scene raccontate ho ritrovato il tratto di
essenziale profondità tipico dell'autrice, che sembra accompagnare il
lettore in un viaggio attraverso l'animo umano, cercandone (e
trovandone) le diverse sfaccettature. Tra un sorriso e un'amara verità,
ci mostra che il cuore può essere dovunque, come mostra già
l'illustrazione in copertina. Un lavoro davvero molto interessante, un
progetto da supportare.
Giudizio personale: consigliato
Se fosse cibo:
Degli ottimi tarallini fatti in casa: la preparazione richiede tempo e anche un po' di pazienza. Quando sono finalmente pronti, uno tira l'altro e finiscono in fretta!
Racchiuso in una frase:
Un kilometro di anni fa non avevo rughe
Un kilometro di anni fa la mia schiena era meno forte anche se reggeva più peso
Un kilometro di anni fa avevo più capelli
Un kilometro di anni fa c'era più tempo
Un kilometro di anni fa c'era più spinta ma meno voglia
Un kilometro di anni fa contavo i giorni ora conto i passi (p. 19)
Edizione utilizzata:
SONNO, Anatomy of a sensitive person, Fortepressa, Roma 2019
Dove trovare il libro:
Il libro è disponibile sul sito di fortepressa ad offerta libera.
Se fosse cibo:
Degli ottimi tarallini fatti in casa: la preparazione richiede tempo e anche un po' di pazienza. Quando sono finalmente pronti, uno tira l'altro e finiscono in fretta!
Racchiuso in una frase:
Un kilometro di anni fa non avevo rughe
Un kilometro di anni fa la mia schiena era meno forte anche se reggeva più peso
Un kilometro di anni fa avevo più capelli
Un kilometro di anni fa c'era più tempo
Un kilometro di anni fa c'era più spinta ma meno voglia
Un kilometro di anni fa contavo i giorni ora conto i passi (p. 19)
Edizione utilizzata:
SONNO, Anatomy of a sensitive person, Fortepressa, Roma 2019
Dove trovare il libro:
Il libro è disponibile sul sito di fortepressa ad offerta libera.
Articolo pubblicato su ilmegafono.eu
Etichette:
Anatomy of a sensitive person,
autoproduzione,
consigliato,
Fortepressa,
fumetti,
Graphic Novel,
Libri,
megafono5rs,
Recensioni,
rubriche5rs,
sentimento,
Sonno
giovedì 31 ottobre 2019
Quelli che stanno nelle tenebre di Pierluigi Vito
Siamo nel periodo post Seconda guerra mondiale. In un paesino arroccato
sull'Appennino, a pochi chilometri da Parma, arriva dal viterbese un
maresciallo dei Carabinieri. La nuova presenza si inserisce nel tessuto
sociale preesistente fino a diventarne parte integrante. Questo è
l'incipit di "Quelli che stanno nelle tenebre", primo romanzo del
giornalista di TV2000 Pierluigi Vito. Nel 1956, anno in cui prende le
mosse il racconto, l'Italia e il mondo vivono un periodo intenso, fatto
di rivoluzioni e tumulti. Anche un villaggio come quello della storia
risente di tutto questo e, nel suo piccolo, si trova a fare i conti con
stragi come Marcinelle, tragedie come l'Andrea Doria, rivoluzioni e
repressioni come quella di Budapest. Nel racconto di Vito tutto parte
dagli occhi di chi all'epoca era solo un bambino, rivelandoci un mondo
fatto di persone genuine, provate dalla guerra, ma che non dimenticano
il rispetto per l'altro, anche se in quel momento è il nemico. E poi c'è
un omicidio... Un romanzo scritto bene, con ottime scelte narrative e
con un giallo all'interno ben costruito. Consigliatissimo!
Giudizio personale: imperdibile
Se fosse cibo:
Uno dei protagonisti della storia, don Moraldo, è un ottimo cuoco e conclude sempre i pranzi con piadòt: pagnottine dolci con farina di mais, aromatizzate con vaniglia e arricchite di uva sultanina e pinoli.
Racchiuso in una frase:
Viscere di misericordia! Quell'espressione gli si era conficcata nello stomaco come ferro rovente. [...] Dov'era la misericordia quando il sangue del suo sangue veniva versato innocente; le ossa delle sue ossa spezzate e ridotte in polvere; la carne della sua carne bruciata e dispersa? E oggi dov'era la sua speranza? Sotto tre metri di terra, nell'ombra della morte. Sì, anche lui era uno di quelli rimasti nelle tenebre, dopo che la guerra gli aveva portato via ciò che più aveva amato e avrebbe voluto ancor più amare se... Se. Due lettere che spalancavano un abisso di dolore, la misura della distanza tra la felicità e l'afflizione. (p. 325)
Edizione utilizzata:
Pierluigi VITO, Quelli che stanno nelle tenebre, Robin, Torino 2016
Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile sui maggiori e-commerce italiani (mondadoristore.it, ibs.it, lafeltrinelli.it)
Articolo pubblicato su ilmegafono.eu
Giudizio personale: imperdibile
Se fosse cibo:
Uno dei protagonisti della storia, don Moraldo, è un ottimo cuoco e conclude sempre i pranzi con piadòt: pagnottine dolci con farina di mais, aromatizzate con vaniglia e arricchite di uva sultanina e pinoli.
Racchiuso in una frase:
Viscere di misericordia! Quell'espressione gli si era conficcata nello stomaco come ferro rovente. [...] Dov'era la misericordia quando il sangue del suo sangue veniva versato innocente; le ossa delle sue ossa spezzate e ridotte in polvere; la carne della sua carne bruciata e dispersa? E oggi dov'era la sua speranza? Sotto tre metri di terra, nell'ombra della morte. Sì, anche lui era uno di quelli rimasti nelle tenebre, dopo che la guerra gli aveva portato via ciò che più aveva amato e avrebbe voluto ancor più amare se... Se. Due lettere che spalancavano un abisso di dolore, la misura della distanza tra la felicità e l'afflizione. (p. 325)
Edizione utilizzata:
Pierluigi VITO, Quelli che stanno nelle tenebre, Robin, Torino 2016
Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile sui maggiori e-commerce italiani (mondadoristore.it, ibs.it, lafeltrinelli.it)
Articolo pubblicato su ilmegafono.eu
Un indovino mi disse di Tiziano Terzani
Capita, a volte, di cominciare un libro e, per
vari motivi, di lasciarlo a metà, come a volerlo far maturare, perché
prenda nuovo sapore. E' il caso di questa splendida opera di Tiziano
Terzani, iniziata più di dieci anni fa e ripresa per istinto solo ora. "Un indovino mi disse" racconta di un viaggio intrapreso per caso dal giornalista toscano: nel 1976 un indovino gli aveva raccomandato di non prendere aerei per tutto il 1993. Un po' per gioco, un po' per scaramanzia, Terzani decide di seguire il consiglio del mago e inizia un
percorso inimmaginabile, d'altri tempi, nel quale gli spostamenti in
nave, auto, treno, moto e a piedi gli permettono di (ri)scoprire un
mondo in pieno cambiamento e di cogliere le origini dell'Asia odierna,
di cui Terzani intravede pregi e difetti. In ogni luogo visitato, va
alla ricerca del mago o dell'indovino locale, per comprendere la natura e la modalità della divinazione. Ne viene fuori un mosaico di volti, di profezie diverse e uguali, specchio di un mondo davvero unico. Un libro davvero bello, che fa immergere il lettore nei luoghi raccontati. Un testo che viaggia nell'animo dell'uomo.
Giudizio personale: imperdibile
Se fosse cibo:
Visto l'argomento, direi un pad thai, piatto della cucina thailandese a base di pasta di riso fritta con condimenti vari, come peperoncino, germogli di soia, verdure, gamberi, uovo e tofu.
Racchiuso in una frase:
Un tempo nelle scuole, anche di Singapore, si insegnava a pensare. Ora si insegna soprattutto a programmare. Ma che cosa succede a una società che cresce così, senza "distinguo", e solo con la logica del "sì" e del "no" dei computer? Cosa succede nella testa dei bambini che crescono con l'impressione che c'è una soluzione per ogni problema e che è tutto al massimo una questione di software? (pp. 206-207)
Edizione utilizzata:
Tiziano TERZANI, Un indovino mi disse, TEA, Milano 2006
Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile in tutte le librerie, sui maggiori e-commerce italiani (mondadoristore.it, ibs.it, lafeltrinelli.it) nelle bancarelle online dell'usato (www.comprovendolibri.it, www.abebooks.it)
Articolo pubblicato su ilmegafono.eu
Giudizio personale: imperdibile
Se fosse cibo:
Visto l'argomento, direi un pad thai, piatto della cucina thailandese a base di pasta di riso fritta con condimenti vari, come peperoncino, germogli di soia, verdure, gamberi, uovo e tofu.
Racchiuso in una frase:
Un tempo nelle scuole, anche di Singapore, si insegnava a pensare. Ora si insegna soprattutto a programmare. Ma che cosa succede a una società che cresce così, senza "distinguo", e solo con la logica del "sì" e del "no" dei computer? Cosa succede nella testa dei bambini che crescono con l'impressione che c'è una soluzione per ogni problema e che è tutto al massimo una questione di software? (pp. 206-207)
Edizione utilizzata:
Tiziano TERZANI, Un indovino mi disse, TEA, Milano 2006
Dove trovare il libro:
E' facilmente reperibile in tutte le librerie, sui maggiori e-commerce italiani (mondadoristore.it, ibs.it, lafeltrinelli.it) nelle bancarelle online dell'usato (www.comprovendolibri.it, www.abebooks.it)
Articolo pubblicato su ilmegafono.eu
Etichette:
Asia,
cronaca,
Hong Kong,
imperdibile,
Libri,
megafono5rs,
Recensioni,
rubriche5rs,
Singapore,
storia,
TEA,
Tiziano Terzani,
Un indovino mi disse
mercoledì 30 ottobre 2019
L'isola e le rose di Walter Veltroni
Italia, Anni '60: un gruppo di giovani, spinti dal boom economico in
un'epoca dove tutto sembra possibile, decide di costruire un'isola artificiale al largo di Rimini e di farne un utopico stato indipendente. Una storia vera è alla base del romanzo "L'isola e le rose" di Walter Veltroni. Nel racconto dell'ex sindaco di Roma, protagonisti sono la forza e la voglia giovanile di cambiare il mondo che nel '68 hanno pervaso l'Italia. L'idea
esplode grazie a un variegato gruppo di amici che decidono di costruire
di fronte a Rimini un luogo che fosse "ideale" per l'arte e la cultura. Giulio, Giacomo, Lorenzo e Simone progettano e realizzano l'"Insulo de la Rozoj", l'Isola delle Rose in lingua esperanto. Il Sistema, però, è intimorito da tutta questa libertà e cerca di limitarli. I giovani, supportati anche da alcune ragazze del gruppo, Elisa, Luana e
Laura, andranno comunque avanti dando vita anche al primo esempio di
radio libera in Italia. Una storia sulla speranza, sull'utopia, che
spesso viene soffocata. Un grido ai giovani: non smettete mai di
crederci e di provarci! La scrittura è semplice, a tratti forse banale, ma è in ogni caso un ottimo libro per il periodo post-estivo.
Giudizio personale: consigliato
Se fosse cibo:
Rimini impone i passatelli in brodo, piatto gustosissimo!
Racchiuso in una frase:
"Sono arrivati. Sono tanti e persino armati. Sarà la prima guerra che l'Italia vince da molto tempo. Siamo una libera comunità e veniamo occupati. Guerra in tempo di pace. Che assurdità. Però siamo esistiti. Abbiamo perso ma ci abbiamo provato. L'Isola delle Rose finisce ma non muore. Grazie del vostro affetto." (p. 290)
Edizione utilizzata:
Walter VELTRONI, L'isola e le rose, Rizzoli, Milano 2012.
Dove trovare il libro:
E’ facilmente reperibile in tutte le librerie e sui siti dei maggiori e-commerce italiani (lafeltrinelli.it, mondadoristore.it, ibs.it).
Articolo pubblicato su ilmegafono.eu
Giudizio personale: consigliato
Se fosse cibo:
Rimini impone i passatelli in brodo, piatto gustosissimo!
Racchiuso in una frase:
"Sono arrivati. Sono tanti e persino armati. Sarà la prima guerra che l'Italia vince da molto tempo. Siamo una libera comunità e veniamo occupati. Guerra in tempo di pace. Che assurdità. Però siamo esistiti. Abbiamo perso ma ci abbiamo provato. L'Isola delle Rose finisce ma non muore. Grazie del vostro affetto." (p. 290)
Edizione utilizzata:
Walter VELTRONI, L'isola e le rose, Rizzoli, Milano 2012.
Dove trovare il libro:
E’ facilmente reperibile in tutte le librerie e sui siti dei maggiori e-commerce italiani (lafeltrinelli.it, mondadoristore.it, ibs.it).
Articolo pubblicato su ilmegafono.eu
Etichette:
consigliato,
Emilia Romagna,
Esperanto,
Isola,
L'isola e le rose,
Libri,
megafono5rs,
Recensioni,
Rimini,
Rizzoli,
romanzo,
rubriche5rs,
Walter Veltroni
Giocare con le tette a cura di Milena Bertolini
I mondiali del 2019 hanno portato alla ribalta del grande pubblico
italiano il calcio femminile. Il movimento, in realtà, già da un paio di
anni aveva cominciato ad avere una certa visibilità grazie al fatto che
molte squadre di Serie A maschili hanno iniziato ad avere una loro
formazione femminile. Perché in Italia c'è tanta avversione per il
calcio femminile? Basket, volley, tennis sono sport seguiti sia per la
componente maschile sia per quella femminile. Ma il pallone? Nel 2015,
l'attuale coach della Nazionale, Milena Bertolini, ha curato un
volumetto che cerca di sviscerare questo mistero. Il testo è diviso in
due parti: nella prima, si ripercorre la storia del calcio delle donna
in Italia dai primi del Novecento a oggi con uno stile aneddotico e
accattivante, non nozionistico; nella seconda parte, troviamo un'analisi
delle dinamiche legate al maschilismo e di come esso sia entrato nel
linguaggio e nel pensiero comune. Un libro molto interessante, per gli
appassionati, arricchito da un'intervista a Carlo Ancelotti.
Giudizio personale: accettabile
Se fosse cibo:
Un ghiacciolo fatto in casa, gustato guardando una partita di... calcio femminile!
Racchiuso in una frase:
Il pensiero, che un "certo tipo di maschio medio italiano" non è più riuscito a scrollarsi di dosso, è che una donna in calzoncini corti, che faccia irruzione in un campo di calcio, che egli considera di riservato dominio del c.d. "sesso forte", avendo violato il sacro recinto ed infranto il "tabù dei tabù", meriti di essere trattata per ciò che si è andata cercando e quindi di essere apprezzata per l'unica declinazione per la quale egli intende la funzione delle gambe femminili (p. 39)
Edizione utilizzata:
Milena BERTOLINI (a cura di), Giocare con le tette, Aliberti, Correggio 2015.
Dove trovare il libro:
E’ facilmente reperibile in tutte le librerie e sui siti dei maggiori e-commerce italiani (lafeltrinelli.it, mondadoristore.it, ibs.it).
Articolo pubblicato su ilmegafono.eu
Giudizio personale: accettabile
Se fosse cibo:
Un ghiacciolo fatto in casa, gustato guardando una partita di... calcio femminile!
Racchiuso in una frase:
Il pensiero, che un "certo tipo di maschio medio italiano" non è più riuscito a scrollarsi di dosso, è che una donna in calzoncini corti, che faccia irruzione in un campo di calcio, che egli considera di riservato dominio del c.d. "sesso forte", avendo violato il sacro recinto ed infranto il "tabù dei tabù", meriti di essere trattata per ciò che si è andata cercando e quindi di essere apprezzata per l'unica declinazione per la quale egli intende la funzione delle gambe femminili (p. 39)
Edizione utilizzata:
Milena BERTOLINI (a cura di), Giocare con le tette, Aliberti, Correggio 2015.
Dove trovare il libro:
E’ facilmente reperibile in tutte le librerie e sui siti dei maggiori e-commerce italiani (lafeltrinelli.it, mondadoristore.it, ibs.it).
Articolo pubblicato su ilmegafono.eu
Etichette:
accettabile,
Aliberti,
calcio,
calcio femminile,
diritti delle donne,
Giocare con le tette,
Libri,
megafono5rs,
Milena Bertolini,
Recensioni,
rubriche5rs,
saggio,
sport
Iscriviti a:
Post (Atom)













